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Unicredit: utile 2018 a 3,9 mld con sanzioni Usa

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“UniCredit ha realizzato una performance da record nel 2018, con risultati migliori dell’ultimo decennio”. Così l’Ad del gruppo, Jean Pierre Mustier, presenta i conti di Unicredit dell’ultimo anno, nel quale si è registrato un utile netto rettificato a 3,9 miliardi di euro (+7,7% rispetto al rettificato 2017), malgrado elevati accantonamenti addizionali a fronte delle sanzioni Usa. Il quarto trimestre si chiude con un utile rettificato di 840 mln. È il migliore quarto trimestre per la seconda volta negli ultimi 10 anni. Proposto il pagamento di un dividendo cash di 0,27 euro per azione pari a 0,6 miliardi di euro. I risultati si riflettono in borsa, dove malgrado l’avvio debole di Piazza Affari, dopo i conti di fine esercizio il titolo Unicredit segna un rialzo del 2,36% a 10,6 euro.

L’utile netto contabile è sceso a 3,89 miliardi rispetto ai 5,47 miliardi del 2017, battendo comunque le previsioni degli analisti di 2,85 miliardi di euro. Il Cet1 ratio fully loaded di gruppo al 12,07% nel quarto trimestre, con un mda buffer di 201 punti base I ricavi totali ammontano 19,7 miliardi (-1,1% sull’anno) grazie ai forti ricavi commerciali che hanno compensato il calo dei proventi da negoziazione. Il margine di interesse è in rialzo del 2,1% ann o su anno a 10,9 miliardi di euro e commissioni in crescita dello 0,9% a 6,8 mili principalmente grazie alle commissioni da servizi transazionali. I proventi da negoziazione rettificati sono in calo del 25,2% anno su anno in una difficile congiuntura di mercato I costi operativi sono in diminuzione del 5,6% anno su anno a 10,7 miliardi di euro, migliori rispetto al target di 11 miliardi con un più basso rapporto costi/ricavi attestato al 54,2 per cento. Il numero di Fte (full time equivalent) si è ridotto di 5.166 anno su anno. Le rettifiche sui crediti sono in calo del 10,9 per cento anno anno a 2,6 miliardi, con un costo del rischio a 58 punti, inclusi gli impatti negativi attribuibili ai modelli e allo scenario macro conseguente all’adozione del principio contabile ifrs9. L’utile netto di gestione è in rialzo del 13,1% anno su anno a 6,4 miliardi di euro.

Il ceo di Unicredit ribadisce che il piano del gruppo è basato su una crescita organica. Nella call con le agenzie, il Ceo aggiunge che “siamo felici” di essere una banca basata in Italia e che Unicredit lo resterà. Il gruppo, secondo Mustier, continuerà a svilupparsi su base paneuropea. Inoltre “Transform 2019 è in anticipo sul piano. Abbiamo già raggiunto il 100 per cento della riduzione degli Fte e il 93 per cento degli obiettivi di chiusura delle filiali. I costi operativi del nostro Gruppo sono stati 10,7 miliardi di euro, migliori rispetto all’obiettivo di piano di 11 miliardi di euro”, aggiunge. Per il futuro, Unicredit conferma un utile netto a fine 2019 pari a 4,7 miliardi di euro e un RoTE superiore al 9 per cento, con il RoTE della Group Core superiore al 10 per cento. L’istituto continuerà a mantenere un importante buffer Mda di 200-250 punti base, con un target di CET1 ratio a fine 2019 pari a 12,0-12,5 per cento. Unicredit non prevede la figura di un direttore generale dopo le dimissioni di Gianni Franco Papa, ha spiegato Jean Pierre Mustier indicando che la prima linea è composta da 8 manager. Papa, dopo 39 anni nel gruppo, si dimetterà in accordo con la banca, con efficacia dal primo giugno. Già da oggi tuttavia non ha più il ruolo direttore generale. Secondo Mustier poi “dovremmo ringraziare gli inglesi perché con la Brexit stanno mostrando a tutti gli altri che cosa non si dovrebbe fare”. Il Ceo ha spiegato che il gruppo subisce effetti della Brexit perché ha un presenza marginale. Il manager poi aggiunge: “credo che uscire dall’Europa sia una cattiva idea e credo che in futuro avremo più Europa”.

Le esposizioni deteriorate lorde di Unicredit sono in calo di oltre il 50% rispetto al terzo trimestre del 2016. Le esposizioni deteriorate lorde della Non Core sono pari a 18,6 miliardi di euro, in calo di 7,5 miliardi di euro su base annua. Prosegue attivamente il de-risk del bilancio e il rundown al 2021 delle esposizioni deteriorare lorde della Non Core è in linea con i tempi previsti. L’utile netto contabile di Unicredit è di 1.727 milioni nel quarto trimestre, comprensivo un effetto fiscale straordinario positivo per 887 milioni di euro, conseguente alla prima adozione (Fta) del principio contabile Ifrs9. L’utile netto rettificato è pari a 840 milioni di euro. L’attività di de-risking del bilancio di gruppo è proseguita nel quarto trimestre con esposizioni deteriorate lorde in ulteriore calo a 38,2 mld nel quarto trimestre da 40,8 mld nel terzo trimestre. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi di gruppo è significantemente migliorato di 265 punti base anno su anno, attestandosi al 7,7% nel quarto trimestre, con un solido rapporto di copertura del 61 per cento. Le cessioni di esposizioni deteriorate lorde di gruppo hanno contribuito per 1,8 miliardi nel quarto trimestre 2018 e per 4,4 miliardi nell’intero anno.

Il cda di Unicredit ha inoltre nominato Elena Carletti consigliere non esecutivo ed indipendente, il cui mandato scadrà con l’Assemblea chiamata ad approvare il bilancio di esercizio 2018 che è convocata l’11 aprile. Carletti, che è Professore ordinario presso il dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, è stata cooptata su proposta del Comitato Corporate Governance, Nomination and Sustainability. La sua nomina permette di ripristinare prontamente la piena composizione del Consiglio e dei Comitati Remunerazione e Controlli Interni & Rischi, a seguito delle dimissioni di Andrea Sironi, che decorreranno da oggi.

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