12 Marzo 2019

Caos Usa-Huawei, Ceo Italia: qui nessun impatto

Alessandro Pulcini

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Nel caos internazionale che avvolge, in prima battuta, i rapporti tra Stati Uniti e Huawei – e che da ultimo ha visto gli Usa chiedere a Berlino di non stringere accordi con Huawei per la realizzazione delle reti 5G – è lecito chiedersi quali ripercussioni ci siano state in Italia. Secondo la stessa azienda cinese di telecomunicazioni, accusata addirittura di spionaggio industriale dagli Usa e in prima linea nell’implementazione del 5G anche nel nostro Paese, non c’è “nessun impatto”, anche se “in questo momento sentiamo la preoccupazione dei nostri clienti”, ha detto il Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, e “siamo propensi a trovare una soluzione”. Per il vice presidente di Huawei per l’Europa, Abraham Liu, la strada da seguire per risolvere ogni dubbio sulla sicurezza del 5G è il Gdpr.

I due dirigenti hanno parlato a margine dell’apertura dei nuovi uffici della società a Milano – dove è stato installato l’Innovation Experience Center, in cui (a riprova della determinazione dei cinesi sul 5G, anche a livello comunicativo) è possibile toccare con mano l’antenna intelligente dotata di tecnologia Massive MIMO utilizzata nei trial 5G di Milano, Bari e Matera. Durante l’inaugurazione il Ceo ha anche ricordato i numeri italiani ed europei del gigante cinese: negli ultimi 10 anni Huawei ha fornito prodotti e servizi nel vecchio continente per circa 40 miliardi di dollari, “creando posti di lavoro per decine di migliaia di persone. Inoltre in Europa sono stati creati 23 istituti di ricerca e sviluppo, con un investimento di oltre 1 miliardo di dollari”. In Italia, Huawei “ad oggi impiega oltre 800 persone, di cui l’85% locali”.

Il palazzo di Huawei a Milano, 12 marzo 2019. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Tornando alle polemiche con gli Usa, il Ceo ha detto che “la trasformazione digitale ha bisogno di apertura, trasparenza e collaborazione. Abbiamo visto negli ultimi 10-15 anni che l’Italia è un mercato molto aperto e molto buono. Collaborando con i nostri partner, le istituzioni, le università troveremo tutti assieme una soluzione”. A chi gli ha chiesto se la società di cui è Ceo dialoga con il governo italiano, Miao ha risposto: “il dialogo c’è sempre. Come grande abilitatore delle tecnologie informatiche siamo sempre impegnati con il governo e le istituzioni su una visione sulle strategie e l’approccio verso il futuro”, ha concluso.

Una veduta interna dei nuovi uffici di Huawei a Milano, 12 marzo 2019. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Secondo il vice presidente di Huawei per l’Europa, “il Gdpr è veramente la strada giusta che noi crediamo possa risolvere il problema” della sicurezza del 5G “e siamo molto propensi a partecipare a questo processo. Siamo pronti a seguire qualsiasi tipo di regole che saranno fissate dai governi e dalla comunità europea”. L’Europa, ha aggiunto “ha già delle iniziative come Edisa per rafforzare le certificazioni sui programmi di sicurezza in Europa e noi siamo disponibili a supportare questi programmi basati sulle regole e siamo molto felici di questa iniziativa”.

Intanto, dall’estero, la cancelliera tedesca ha risposto alle indiscrezioni sulle pressioni Usa: “per il governo federale la sicurezza digitale è un bene prezioso e definiamo da soli i nostri standard. Naturalmente ne parleremo con i nostri partner in Europa e negli Stati Uniti. Questo è scontato”, ha detto Angela Merkel in merito posizioni attribuite dalla stampa all’ambasciatore americano in Germania, Richard Grenell.

 

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