20 Marzo 2019

Non solo petrolio: Saipem sempre più green

Giancarlo Salemi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Non solo petrolio e raffinerie. Saipem ha deciso di sposare in pieno il tema della sostenibilità ambientale. “Abbiamo sentito la crisi del settore ed è per questo che ora occorrono azioni forti e immediate” ha spiegato Stefano Cao, amministratore delegato della società in occasione di un Open talk dal titolo ‘Investing in the future: how to take sustainability further?’. “Il futuro passa per un’energy transition senza perdere il know how del gruppo e nella quale la sostenibilità è globale e interessa non solo l’ambiente ma anche i diritti umani”.

Un cambio di passo che sarà graduale ma la strada è già tracciata. Tornare indietro è impossibile, se si pensa anche a come l’ambiente e l’ecologia stia impattando nelle politiche. Basta ricordare l’onda verde dei milioni di giovani (e non solo) che la scorsa settimana hanno riempito le strade delle più grandi metropoli guidati simbolicamente dall’attivista sedicenne Greta Thunberg.

Nel passato, ha sottolineato Cao, “Saipem è vissuta fornendo servizi all’industria del petrolio e del gas e ora deve costruire un nuovo paradigma, che non può altro che essere allineato con quelle che sono le richieste e le esigenze della sostenibilità”. Quest’ultimo è un tema che riguarda gli stakeholders, le persone che lavorano nell’azienda e le popolazioni con cui l’azienda si interfaccia.

“Sicuramente – ha aggiunto Cao – siamo in una fase di transizione energetica. Dobbiamo costruire un nuovo modo di fare industria, orientarci verso quelle forme di energia che sono le più accettabili per il futuro. Il gas è sicuramente una di queste, ma insieme all’identificazione di queste nuove sorgenti di energia bisogna costruire un’industria che garantisca il massimo livello di sostenibilità”.

Per questo Saipem sta “ridisegnando completamente” il suo ruolo da fornitore di servizi a fornitore di soluzioni per l’industria energetica. “Nel momento in cui si deve trovare una nuova soluzione bisogna che questa sia totalmente e perfettamente in linea con quelli che sono i dettami e le esigenze del futuro energetico del paese e del mondo”, ha sottolineato l’amministratore delegato che ha poi elencato quelli che sono i temi più rilevanti per la sostenibilità: i cambiamenti climatici, la sicurezza, i diritti umani e del lavoro insieme alla lotta alla corruzione. Parametri su cui si misurano anche gli incentivi a breve termine per i top manager dell’azienda; gli sforzi dell’azienda sono già stati riconosciuti positivamente dalle maggiori agenzie, tra cui Dow Jones Sustainability e l’indice Ftse4Good.

Questo approdo arriva da un percorso partito già da qualche anno, dal 2016 Saipem infatti fa ufficialmente parte del Global Compact delle Nazioni Unite dove la responsabilità ambientale è dimostrata dal continuo sviluppo tecnologico per ridurre al minimo l’impatto ambientale e dalla sua promozione di una cultura rispettosa dell’ambiente tra gli stakeholder. Ma non solo. Anche nella ricerca di nuovi percorsi energetici si intravede questo segno di cambiamento. Recentemente il gruppo, ad esempio, ha siglato un accordo con KiteGen Venture, azienda torinese che ha brevettato degli aquiloni per produrre energia oltre i mille metri di altitudine. Rispetto alle turbine eoliche convenzionali, gli aquiloni sono in grado di sfruttare il vento in alta quota, quasi sempre presente con 6/7mila ore di media ogni anno, che garantisce una velocità maggiore e costante ed una capacità produttiva più elevata.

Una tecnologia che risolve sia il problema della discontinuità della fonte eolica, sia quello dell’ingombro delle pale tradizionali, rispetto alle quali gli aquiloni possono essere posizionati ad una distanza inferiore tra loro, aumentando il rapporto tra energia prodotta e spazio occupato. Un piccolo esempio, certo. Ma che indica la strada del cambiamento. È quella giusta? Di certo anche il mercato finanziario sembra premiare gli sforzi. Il titolo ad esempio a Piazza Affari partendo dai minimi del 27 dicembre ha registrato in queste settimane quasi il +50% (oggi vale 4,90 euro) e, secondo diversi analisti, la corsa potrebbe continuare, anche oltre la soglia dei 7 euro secondo il prezzo obiettivo indicato dall’agenzia Bernstein.

Tutto questo perché Saipem prevede per il 2019 ricavi intorno ai 9 miliardi di euro, oltre le attese degli analisti che avevano previsto un target a 8,2 miliardi. Il mercato ha accolto con favore anche le indicazioni di Cao circa la chiusura dell’arbitrato con South Stream, la società olandese controllata da Gazprom, nato dopo la cancellazione del contratto tramite cui il colosso russo del gas aveva affidato proprio alla nostra multinazionale la realizzazione del tratto offshore del gasdotto. E anche la svolta verde potrebbe servire a rilanciare l’immagine di una multinazionale ecosostenibile.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.