26 Marzo 2019

Da sblocca cantieri a accordo con la Cina. Ecco cosa pensa Confindustria

Attilia Burke

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“La questione economica non sembra ultimamente nelle grandi sensibilità della politica italiana”, per questo motivo serve un piano ‘shock’ per sbloccare i cantieri, e il sì alla Tav potrebbe consentire al paese di recuperare credibilità in Ue. L’accordo con la Cina? Ha potenzialità incredibili. Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia fa il punto – dalla prospettiva degli industriali – su alcuni dei temi sensibili del momento.

“Siamo sempre a chiedere un’attenzione al Governo su questo sblocca cantieri e speriamo sia un piano shock e non un elemento marginale della politica economica italiana” afferma Boccia, a margine di una iniziativa di Ubi Banca a Milano. “Se lo sblocca cantieri – ha aggiunto – ha come obiettivo l’apertura immediata dei cantieri allora si creerà anche occupazione. Il lavoro dovrebbe essere, e noi lo diciamo da tempo, la priorità e la centralità degli obiettivi da parte dal Governo”.  E la Tav, in questo contesto, “è un’opera simbolo, prima si fa e meglio è. Prima la sbloccano e meglio è” perché “serve anche per evitare ansie nel Paese e recuperare credibilità con i partner europei”.

Per il numero uno di Confindustria sono tre le priorità per il Paese in questo momento: “la prima è compensare il rallentamento economico, rispetto alle dichiarazioni del Governo che aveva previsto un 1% di crescita, che però non abbiamo. La seconda è la capacità di reazione del Paese e la terza è prepararsi alla manovra dell’anno prossimo, che non sarà affatto facile da realizzare”.

A preoccupare gli industriali c’è anche il tema dell’Iva poiché sussiste il rischio che “non si riesca – afferma Boccia – a sterilizzare l’aumento. Parliamo di oltre 20 miliardi di euro. Per questo abbiamo detto di affrontare subito tutti i temi con una capacità di reazione che ci consente di compensare subito il rallentamento”. Sull’ipotesi di una manovra bis, Boccia ha ribadito che se si riesce a “compensare il rallentamento economico si potrebbe tranquillamente evitare”.

Possibile che una delle soluzioni volte a risanare un’economia italiana disastrata possa essere riposta in Cina? “Il nostro accordo ha potenzialità incredibili, ci sono accordi fatti con istituzioni finanziarie e singole imprese che hanno potenzialità rilevanti – afferma Boccia – Forse siamo partiti un po’ tardi. L’idea è costruire giganti europei, ma l’operazione è da fare complessivamente, insieme agli altri”.

Mentre su un’eventuale alleanza di Alitalia con China Eastern, Boccia si mantiene cauto: “non entriamo nel merito di queste alleanze. Noi però abbiamo sempre detto che Alitalia deve essere una compagnia virtuosa, in modo tale che in futuro, se ci saranno perdite, non saranno pagate dai contribuenti italiani”, sottolinea il presidente di Confindustria. “Le alleanze – aggiunge – le fa l’azienda, all’interno di una dimensione strategica. L’Italia ha bisogno di porti e aeroporti, per accogliere i turisti e fare in modo che le merci delle industrie italiane possano andare nel mondo perché i nostri sono mercati globali e abbiamo di infrastrutture competitive”, conclude.

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