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Nexi a Piazza Affari, richieste superano i titoli in vendita

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Pioggia di ordini per le azioni di Nexi. Secondo quanto emerge da un documento delle banche del consorzio di collocamento consultato dall’ANSA, le richieste di azioni – in quella che è la più grande quotazione di Piazza Affari del 2019 – hanno già superato il totale dei titoli offerti, inclusa l’opzione greenshoe. Il libro ordini è “oversubscribed” si legge nella mail inviata agli investitori.

I tanti ordini sono arrivati nonostante le avvertenze della stessa azienda di pagamenti digitali, elencate dal prospetto dell’Ipo pubblicato oggi. Tra queste un consistente indebitamento, pari a 2,6 mld di euro, e la metà degli attivi di bilancio rappresentati da asset immateriali, pari a 2,7 miliardi, di cui 2,1 mld costituiti da avviamenti. Nel documento di registrazione di Nexi, come da prassi, una sezione cospicua – circa una settantina di pagine – è dedicata ai fattori di rischio, tra i quali anche una valutazione generosa, sulla base del rapporto tra prezzo e utili 2018, delle azioni rispetto a quelle espresse dal mercato per i competitor. E poi i rischi legati alla forte competizione del mercato, ai rapporti con le banche partner a alla concentrazione sull’Italia, la cui economia è in una fase di sofferenza.

Dopo il via libera della Consob, l’offerta di azioni dell’azienda guidata dall’ad Paolo Bertoluzzo per la quotazione in Piazza Affari si chiuderà il prossimo 11 aprile. Si tratta di un’offerta riservata a investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero strutturata in un aumento di capitale fino a 700 milioni di euro a cui si aggiunge una parte più consistente di azioni esistenti, per un totale compreso tra 1,9 e 2,2 miliardi. Una volta chiuso il collocamento e approdate in Borsa, le azioni potranno essere acquistate anche dai piccoli risparmiatori.

In particolare, la componente di vendita da parte degli azionisti vedrà collocare 125 milioni di azioni di Mercury UK Holdco, società partecipata dai fondi azionisti Bain, Advent e Clessidra, e circa 21 milioni di azioni delle banche socie (Banco Bpm, Banca Popolare di Sondrio, Banca di Cividale, Credito Valtellinese e Iccrea). I fondi hanno concesso un’opzione greenshoe ai joint global coordinators (Mediobanca, BofA Merrill Lynch, Banca Imi, Credit Suisse, Goldman Sachs) per l’acquisto, al prezzo di offerta, di un numero di azioni corrispondente al 15% di quelle collocate. In caso di integrale esercizio dell’opzione greenshoe, il flottante post-quotazione sarà ricompreso tra il 41,5% e il 43,2% del capitale. È, inoltre, prevista la facoltà per gli azionisti venditori di incrementare l’ammontare dell’offerta per altri 1,5 milioni di azioni, per un controvalore massimo di circa 15 milioni di euro.