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Tim, 165 mln di utile (-3%) ma il trimestre supera le attese

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di Sara Bonifazio – In attesa che le operazioni straordinarie messe in cantiere si concretizzino, Tim vede i primi effetti della cura Gubitosi riflettersi in un primo trimestre che supera le attese degli analisti, anche se gli utili restano in calo (-3% a 165 milioni), tanto da mettere d’accordo tutto il consiglio che li ha approvati all’unanimità. Emergono gli effetti dell’accelerazione impressa nella riduzione dei costi e nella revisione e miglioramento dei processi interni con impatto sulla generazione di cassa.

I ricavi sono risultati pari a 4,47 miliardi (-2,9% variazione organica) e quelli da servizi (-3% a 4,1 miliardi) influenzati, spiega la società, dalla decisione di Sparkle di eliminare i contratti relativi a servizi di Wholesale Internazionale a marginalità bassa o nulla. L’ebitda organic è di 1,826 miliardi (-2,1%) e quello reported di 1,792 miliardi (-0,1%). Il capex si è ridotto dell’8% a 607 milioni e il debito netto a 25,08 miliardi (in calo di 190 milioni rispetto a fine 2018 e di 457 milioni anno su anno). Per quanto riguarda l’Italia nel primo trimestre 2019, nel fisso si è registrato un incremento sia dell’ARPU consumer (+9,4%) sia del numero di clienti Fibra, retail e wholesale (circa 6 milioni), con una importante crescita del 58% anno su anno e del 10% rispetto al quarto trimestre 2018.

Nel mobile il gruppo ha scelto “di focalizzarsi sulla qualità piuttosto che sui prezzi” e “il mercato è diventato più razionale soprattutto sui prezzi, comportando anche un’attenuazione significativa del fenomeno dei passaggi da un operatore all’altro (Mobile Number Portability)”. Un trimestre in linea con il piano e Tim aggiorna la sua guidance. I ricavi organici da servizi sono previsti in leggera riduzione mentre una crescita si comincerà a vedere nel 2020 anche per l’ebitda.

Intanto proseguono i lavori sui diversi dossier aperti. L’ad Gubitosi ha detto nelle scorse settimane di contare di arrivare al cda del 1 agosto con l’accordo con Vodafone per la condivisione della rete mobile. “Sulla base di un’analisi in corso di perfezionamento, si stima possa generare in prospettiva 100-150 milioni di sinergie su base annua” è l’aggiornamento che è stato portato in cda dal management, la prima volta che si parla di cifre. Il consiglio di amministrazione ha poi confermato il mandato all’amministratore delegato Luigi Gubitosi “di finalizzare la trattativa in esclusiva avviata in seguito alla ricezione dell’offerta vincolante per la cessione di Persidera” da parte di F2i. Secondo indiscrezioni il fondo controllato da Cdp ha valutato 250 milioni di euro l’enterprise value dell’intera società dei multiplex, controllata in jv al 70% da Tim e al 30% da Gedi.