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21 Maggio 2019

Tim-Open Fiber, i passi in avanti di Gubitosi

Alessandro Pulcini

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I dettagli Luigi Gubitosi ancora non li svela. Ma qualche indizio lo fa trapelare, segno che l’ad di Tim abbia già una sua idea sull’operazione con Open Fiber. Innanzitutto i tempi: “porteremo le opzioni possibili prima in Comitato Strategico e poi in cda, entro l’estate – le due date da tenere a mente sono il 27 giugno e il primo agosto – e poi parleremo con gli azionisti di Open Fiber (Cdp ed Enel, ndr) in base al feedback che avremo dal cda entro l’estate” ha detto parlando con gli analisti, presentando le strategie e i conti di Tim, che sono stati accolti a braccia aperte in Borsa (+2,8% a 0,47 euro).

Su come si svolgerà l’operazione Gubitosi risponde con vaghezza, ma qualche altro indizio lo da: “una Open Fiber ‘stand alone’ ha poco senso, combinando le due reti la sovrapposizione si ridurrebbe”. Non aggiunge altro l’ad di Tim. “Prepareremo i risultati della nostra analisi per il cda – ha ribadito – prima ne dobbiamo discutere lì e con gli azionisti, poi aggiorneremo il mercato”. A chi ipotizza problemi di Antitrust risponde che “è un po’ presto per dirlo se ancora non si conosce la struttura dell’operazione”.

Ma dopo la fusione delle reti, chi ne avrà il controllo? Gubitosi si augura che la risposta sia Tim: “sì, se vuole che glielo dica sì” risponde l’ad all’analista che gli chiede se pensa sia meglio mantenere il controllo della Rete. “Come detto in passato non escludo nessuna opzione e sono pronto a cambiare posizione, se per i soci fosse meglio un’altra strada” aggiunge. “Per mantenere il controllo ci possono essere diverse modalità per farlo – aggiunge – Se mi chiede se sarà una società distinta o altro non posso dire nulla (prima di parlarne in cda, ndr). Sulla base della nostra analisi la migliore soluzione è mantenere una sorta di controllo. Ho detto con questo che dobbiamo mantenere il 100%? No, non l’ho detto”.

“L’operazione più interessante sarebbe quella di abbinare le due reti: il 27 giugno e il 1 agosto abbiamo (in agenda) dei cda, ne discuteremo in entrambi gli incontri. Una volta condiviso i punti di vista possiamo discuterne con Antitrust” dice Gubitosi. Sui dubbi degli azionisti di Open Fiber, “non ho ancora discusso con nessuno dei due azionisti” ricorda Gubitosi e sul fatto che Cdp ed Enel dicano di non aver ricevuto ancora una proposta formale, l’ad risponde che “sarebbe strano averlo fatto prima di discuterne in cda”.

Perlomeno, il lavoro che porterà all’operazione Tim-Open Fiber dovrebbe svolgersi in un’atmosfera più calma rispetto a quella dell’ultimo anno. Infatti le baruffe tra i soci Vivendi ed Elliott dopo l’assemblea si sono chiuse. “Da due mesi sono molto tranquilli e devo ringraziarli perche stiamo lavorando bene insieme, mi aspetto che conoscendoci meglio le cose continueranno ancora meglio” ha detto Gubitosi.

Per quanto riguarda le reti mobili, “aspetteremo fine 2020 per sconnettere il 3G per avere il tempo di far migrare la maggior parte dei nostri clienti. Coinciderà anche con il completamento del 4G e con i progressi significativi del 5G”, hanno detto i vertici di Tim. Parlando invece dei conti diffusi ieri, “continuiamo a impegnarci nella riduzione del debito, per stabilizzare i ricavi e farli crescere di nuovo, nel tagliare i costi e introdurremo azioni organiche: riteniamo, tre mesi dopo la presentazione del piano, che questo sia fattibile”, dice Gubitosi. Inoltre “stiamo pensando a una joint venture con qualcuno nel credito al consumo che ci possa permettere di lavorare meglio” dice l’Ad facendo riferimento alle vendite a rate introdotte “due o tre anni fa”. “Abbiamo appena iniziato i colloqui per selezionare il partner e abbiamo preso contatto con 5 primarie istituzioni bancarie” ha precisato Gubitosi.

 

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