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Renault-Fca, Senard: la fusione fa bene anche a Nissan

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Ci sono vari punti da scogliere, per convincere Nissan della convenienza della fusione Renault-Fca. C’è il peso dei giapponesi nella problematica alleanza con i francesi, ad esempio. Oppure il possibile conflitto tra Nissan e Chrysler sul mercato nord americano, evidenziato anche dall’Ad dei giapponesi Hiroto Saikawa, mentre di quello di Mitsubishi, Osamu Masuko, predica altrettanta cautela (“abbiamo bisogno di tempo per determinare i benefici”). Non è un caso quindi che Renault abbia schierato direttamente il suo presidente, Jean-Dominique Senard, per convincere gli alleati. L’opera di convincimento francese, partità martedì con l’arrivo di Senard a Yokohama, è ancora in corso, e procede attraverso i media: “una partnership più stretta può solo migliorare l’alleanza” ha spiegato il presidente a Bloomberg.

La fusione con Fca non implicherà tagli di posti di lavoro e Nissan beneficerà del merger, per Senard,  consapevole del fatto che i colloqui richiederanno circa un anno. Rapporti più stretti tra Renault e la partner Nissan saranno essenziali per il funzionamento del progetto di fusione, ha detto il presidente in un’altra intervista, stavolta al canale pubblico giapponese Nhk. “L’aspetto positivo di questo accordo è la forza che acquisirebbe la nuova alleanza nell’industria dell’auto a livello globale, ed è il concetto che ho espresso ai nostri colleghi e amici di Nissan”.

Il dirigente francese ha inoltre sottolineato che un’integrazione con Fca potrebbe creare sinergie vantaggiose per la stessa Nissan. “Ci sono benefici per entrambe le parti nella condivisione dell’esperienza e delle competenze, anche in quelle aree geografiche dove i marchi potrebbero essere complementari, perché le aziende beneficerebbero delle diverse conoscenze sui mercati”. Senard ha inoltre ribadito l’importanza di rapporti più concilianti tra Renault e Nissan, per le quali “il sentiero è già tracciato”, aggiungendo che adesso la decisione spetta alla casa nipponica se integrarsi o meno con Renault, con una decisione che con ogni probabilità verrà presa nel Cda della società in programma a giugno.

Il piano di Fca giunge in un momento delicato per la casa automobilistica giapponese, che intende concentrarsi sulla riorganizzazione della corporate governance, dopo l’arresto dell’ex presidente dell’alleanza, Carlos Ghosn, accusato di illeciti finanziari. Secondo i media locali, inoltre, la Nissan sarebbe restia ad accettare i termini di un accordo su larga scala con la Fca e la Renault perché potrebbe significare dare più poteri alla casa transalpina, che già controlla il 43% del costruttore nipponico, contro solo il 15% della Nissan nella società francese, ma senza diritti di voto. Letture diverse della vicenda, al contrario, vedono proprio la fusione come un’opportunità di riequilibrare l’alleanza.

Intanto sulla fusione si è espressa Standard & Poor’s: “la flessibilità finanziaria di Exor potrebbe migliorare” così come la liquidità del suo portafoglio. In Francia, invece, emerge qualche perplessità. L’attacco arriva dal numero uno del gruppo Peugeot-Psa, Carlos Tavares, che esprime scetticismo sulla possibile fusione. In un messaggio inviato ai suoi collaboratori, Tavares afferma che “l’attuale valutazione di Renault spiega in gran parte l’interesse di Fiat Chrysler per una fusione” e si spinge a parlare di un'”acquisizione virtuale della Renault da parte di Fiat Chrysler”. Il presidente di Psa non tiene conto però del fatto che Fca ha riconosciuto a Renault un valore superiore del 10% a quello attuale di Borsa.

Le sue critiche potrebbero essere dovute alla delusione di Psa, possibile candidato al matrimonio con Fca, ma è evidente che tra i motivi che hanno spinto John Elkann verso Renault c’è la sua maggiore forza sul versante dell’auto elettrica, sfida prioritaria per la mobilità del futuro (la Renault Zoe e la Nissan Leaf sono le auto elettriche più vendute in Europa). Le Monde dedica all’operazione un editoriale dal titolo “Un matrimonio problematico”. “L’avventura è il modo migliore per salvare un matrimonio in pericolo? Renault sembra esserne convinta”, esordisce. “Mentre l’alleanza stretta 20 anni fa con Nissan è ormai in un vicolo cieco del quale il costruttore francese ha parte di responsabilità – scrive Le Monde – la sua direzione è pronta a gettarsi nelle braccia di Fca. Se si capisce chiaramente l’interesse di quest’operazione per” il gruppo “italo-americano, per Renault, al momento, gli inconvenienti superano ampiamente i vantaggi”.