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28 Maggio 2019

Fca-Renault: l’occasione di Nissan

Alessandro Pulcini

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Una fusione è un’opportunità per Renault (e per la Francia), come confermato dal ministro delle finanze francese Bruno La Maire. È sicuramente un’opportunità per Fca, proponente dell’accordo. Ma può essere anche un’occasione per Nissan e Mitsubishi.

Non che dal Giappone si siano scoperti più di tanto: “sono aperto a ogni discussione che che guardi al futuro del rafforzamento dell’alleanza” con Renault, ha affermato ieri il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa. Il punto è proprio l’alleanza: Renault, il cui 15% è controllato dal governo francese, possiede il 43,4% del capitale di Nissan che, a sua volta, ha una partecipazione incrociata del 15% e una quota del 34% di Mitsubishi, junior partner dell’alleanza a tre. Un rapporto spesso giudicato da Nissan a tutto vantaggio di Parigi. Proprio questo è uno dei punti che ha portato al declino (e all’arresto, con accuse targate proprio Nissan) di Carlos Ghosn, l’uomo che ha voluto e guidato l’alleanza franco-nipponica.

Ora la fusione Fca Renault potrebbe proprio rappresentare l’occasione, per Nissan, di tornare a farsi sentire nell’alleanza. Se dovesse prendere forma il polo italo-francese delle quattro ruote, Nissan avrebbe più margini per richiedere i cambiamenti al Restated Alliance Master Agreement, l’accordo che definisce i termini della loro partnership bilaterale.

La partnership è finita sotto revisione proprio dall’arresto dello scorso anno di Carlos Ghosn, ex presidente delle tre compagnie. Il master agreement consente a Nissan di far salire il peso in Renault a sua discrezione in caso di percezione di interferenze da parte del governo francese e di altro tipo. Secondo la legge nipponica, se Nissan dovesse salire al 25% congelerebbe i diritti di voto della pesante quota posseduta da Renault. È incerto se la fusione Fca-Nissan possa essere considerato un danno contro i diritti di Nissan, secondo il master agreement: la compagnia, tuttavia, sarebbe riluttante a optare per un’azione radicale.

Quello che è sicuro è che se Saikawa dovesse dare retta ai mercati, e alle loro sensazioni iniziali, Nissan accetterebbe di corsa la fusione: alla Borsa di Tokyo Nissan e Mitsubishi vedono i titoli balzare, rispettivamente del 2,43% (a 766 yen) e del 4,31% (a 508 yen).

In Francia intanto i dubbi sull’operazione sembrano pochi. La fusione con Fca è “una grande opportunità per Renault”, ha detto il ministro francese dell’economia e delle finanze Bruno Le Maire in una intervista radiofonica riportata da Bloomberg. La fusione aiuterà gli investimenti secondo il ministro. Lo Stato, ha aggiunto, manterrà il 7,5% della nuova entità post fusione e vigilerà sugli interessi nazionali. Inoltre, per il ministro, il mantenimento degli impianti e dei livelli occupazionali dovrà essere garantito. Inoltre il piano della fusione deve includere garanzie che nessun posto di lavoro o fabbriche andranno persi in Francia. Il ministro ha anche aggiunto che l’intesa deve contenere la partnership esistente di Renault con Nissan e Mitsubishi. Lo Stato francese inoltre vuole una governance equilibrata, visto che, ha aggiunto Le Maire, è una “fusione di eguali”. La società unita dovrà poi partecipare al piano europeo per lo sviluppo di batterie per auto elettriche.

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