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Le “terribili prove” per le banche italiane

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Per le banche Italiane “proseguono” le “terribili prove” che hanno già superato in questi ultimissimi anni facendo “una specie di multiplo salto mortale”. Le parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, nel corso del suo discorso all’assemblea a Milano, sono particolarmente significative. Le dice parlando a braccio, calcando sul termine “proseguono” che ha ripetuto due volte. Alcuni dei problemi per gli Istituti di credito vengono dall’Europa. Per le crisi bancarie in Ue “è necessario che l’Antitrust europeo divenga un’Autorità indipendente, non inserita in un organismo politico com’è la Commissione, e che venga meglio definito il concetto di “aiuto di Stato”, riconoscendo nuovi ruoli ai sistemi di garanzia dei depositi”. Altri vengono dagli errori del passato. “E’ necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d’Italia”, dice il numero uno dell’associazione di Palazzo Altieri, sottolineando che “L’articolo 47 della Costituzione tutela il risparmio: devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti”. E il futuro ha bisogno di regole. “Banche, Fintech e colossi mondiali si intrecciano o competono: è indispensabile che le Autorità internazionali, europee e nazionali garantiscano sempre regole competitive uguali per tutti, senza privilegi. Le innovazioni nei sistemi di pagamento debbono sempre essere nuove frontiere di legalità, efficienza ed economicità”.

All’intervento di Patuelli, durante l’assemblea del centenario dell’Abi, seguono quelli del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco e del ministro dell’Economia Giovanni Tria. E aggiungono temi di discussione per le banche italiane.

Le operazioni di ristrutturazione sono divenute più difficili, anche per la percezione di una maggiore incertezza circa il loro possibile esito”, afferma Visco, parlando delle crisi degli istituti di credito di minore dimensione sottolineando come verso queste banche “nell’attuale contesto di mercato l’appetibilità degli investimenti nel capitale si è sensibilmente ridotta”. Condivisa con Patuelli la linea sull’Europa. La normativa Ue sulla gestione delle crisi bancarie del 2014 “è condivisibile ma la realizzazione è stata ostacolata da fattori che dovrebbero essere oggetto di una adeguata riflessione”. Il Governatore, in particolare, chiede di rimuovere “gli ostacoli di carattere normativo che disincentivano la partecipazione degli investitori a iniziative di risanamento di una banca” prevedendo tutele per le risorse fornite e rafforzando gli strumenti della vigilanza come l’amministrazione straordinaria.

Il ministro dell’Economia vuole invece evidenziare i passi avanti fatti. “Le riforme del settore bancario degli ultimi anni hanno contribuito al superamento della crisi finanziaria restituendo all’Italia un settore bancario più solido ed efficacie”, riconosce, aggiungendo che “occorre mantenere la rotta della strategia applicata finora che se perseguita con convinzione supporterà la crescita della aziende e sosterrà il benessere delle famiglie”.