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Guidati dai token: la blockchain al servizio della mobilità elettrica

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L’arma segreta per lo sviluppo e l’implementazione di pratiche green, in qualsiasi campo di applicazione, spesso risiede nei loro risvolti economici: la comprensione del fatto, da parte degli attori coinvolti, che rispettare l’ambiente conviene. La promozione di pratiche sostenibili, una volta puntellata solo dal fervore dei suoi sostenitori, ultimamente ha trovato nuova forza grazie a un cambio di paradigma economico che (per quanto ancora incompiuto, e insufficiente rispetto ai grandi obiettivi posti dall’accordo di Parigi e dall’Ipcc dell’Onu) ha avvicinato molte aziende a concetti come l’economia circolare o la finanza sostenibile. Ma non ci sono solo le aziende a giocare un ruolo importante nelle pratiche commerciali dai risvolti green. Non vanno dimenticati i ‘consumer’: anche gli utenti finali possono essere ‘convinti’ che rispettare l’ambiente fa bene al portafoglio, oltre che al pianeta. Nel caso della mobilità elettrica, una soluzione in questo senso la fornisce la blockchain, attraverso la carbon ecological platform messa a punto da DNV GL e Vechain.

Il risparmio nelle emissioni di carbonio (derivante, oltre che naturalmente dall’utilizzo di un veicolo elettrico, anche dallo stile di guida adottato) è calcolato per mezzo di un algoritmo verificato dall’ente di certificazione internazionale DNV GL, ed è convertito in appositi token (grazie alla rete blockchain della cinese Vechain), che poi possono essere spesi presso le aziende e le istituzioni che aderiscono all’ecosistema. Ad esempio, i crediti guadagnati guidando un veicolo elettrico possono essere usati per comprare il latte: è esattamente quanto successo con la sperimentazione pilota dell’iniziativa partita nel 2018 e realizzata in Cina con Byd, il secondo produttore di veicoli elettrici al mondo, e Bright Food, un retailer cinese di alta gamma. Altri partecipanti coinvolti dell’iniziativa di DNV GL e Vechain, ora in fase di lancio, sono la compagnia di assicurazione Picc, la società di import export vini Shangai D.i.g. e il Renji hospital.

“Il punto chiave è stato coinvolgere soggetti diversi tra loro – dal produttore di auto elettriche al singolo individuo, fino all’azienda disposta a premiarlo per il suo impegno – che però condividano l’obiettivo della riduzione di CO2”, spiega Renato Grottola, Global director M&A e digital transformation di DNV GL, sull’ultimo numero di Fortune Italia. Sostanzialmente, “chi utilizza un’auto elettrica si connette alla rete e attiva un algoritmo, uno smart contract basato su blockchain, che calcola, secondo alcuni parametri impostati da noi, quanto l’individuo, usando quell’auto, è riuscito a risparmiare in termini di CO2”. L’anidride carbonica risparmiata “viene quantificata e trasformata in token che possono essere spesi per acquistare i prodotti che, nel caso della sperimentazione, sono stati messi a disposizione da Bright Food”.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di luglio.