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Tav, l’appello di Coppola: accuse false, Toninelli risponda

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Accuse false. Così Pierluigi Coppola, uno degli esperti della commissione per l’analisi costi-benefici sulla Tav che si era dissociato dall’esito negativo della valutazione, ha definito il contenuto dell’email con la quale il Mit lo ha liquidato senza preavviso. La pec ha messo la parola fine al rapporto di lavoro dell’ingegnere con il Ministero. Ma Coppola non ci sta. “Perché il ministro Toninelli mi ha licenziato? Vorrei saperlo anche io. Nella mail che ho ricevuto mi si accusa di aver violato il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Non ho mai offeso la pubblica amministrazione, né ho arrecato danno. Ho chiesto spiegazione al ministro ma non ho ricevuto risposta”, sottolinea Coppola sul Corriere della sera.

Coppola alla domanda se sia stato allontanato per il suo orientamento favorevole alla Tav, risponde: “sulla base delle mie analisi ritengo che la Torino-Lione sia un’opera utile che porta benefici. E ho contestato i metodi degli altri esperti. Da allora non ho partecipato più alle loro riunioni. Non capisco perché vengo mandato via proprio adesso”.

Sul fatto che Toninelli non risponde da marzo neanche agli altri esperti che hanno bocciato la Tav, osserva: “sarà molto impegnato immagino. Noi siamo tecnici, non politici. Possiamo essere in disaccordo. Non ha senso finire in polemica”.

Di fronte all’osservazione che dal Mit si gettano ombre sul suo operato perché avrebbe fatto circolare il controdossier che dice che la Tav conviene, fa sapere: “è falso. Le mie stime sull’opera erano molto diverse da quelle dei colleghi che hanno contestato l’opera. Ho consegnato il mio dossier alla struttura del Mit e a Toninelli. Qualcuno l’ha fatto circolare online, ma non io“.

Il suo contratto da consulente quando sarebbe dovuto terminare? “Con la fine della legislatura. Ho cominciato a collaborare con il Mit quando era ministro Graziano Delrio. Poi Toninelli mi ha confermato per affiancare gli esperti di Marco Ponti nell’analisi costi-benefici che avrebbe dovuto mappare tutte le grandi opere in corso in Italia”.