24 Luglio 2019

Accordo Vodafone-Tim: venerdì cda per chiudere

Fortune

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di Sara Bonifazio – L’accordo tra Tim e Vodafone per condividere le infrastrutture di Rete è alle battute finali. Gli avvocati sono al lavoro sulle tecnicalità ma l’ad Luigi Gubitosi è convinto di poter chiudere entro la settimana tanto che il presidente Fulvio Conti ha convocato un cda straordinario per venerdì 26 luglio. Con lo stesso obiettivo, di liberare risorse per accelerare sulle nuove tecnologie, lo stesso schema potrebbe essere riproposto in Brasile dove la controllata Tim Brasil ha aperto lo stesso dossier con un altro storico avversario, Vivo di Telefonica.

Le società mettono le mani avanti, “manterranno la loro indipendenza commerciale e nella gestione clienti” perché il memorandum “non crea una joint venture o alcuna partnership commerciale, né crea o implica alcuna relazione esclusiva tra le parti”. Quello di cui discuteranno il ceo di Tim Brasil Pietro Labriola e quello di Vivo Christian Gebara è per ora la condivisione della rete 2G e quella a 700 MHz nelle cittàcon meno di 30.000 abitanti per poi esplorare opportunitàdi efficienza e riduzione dei costi operativi e di manutenzione delle infrastrutture, tra cui quelli del consumo di energia elettrica e di gestione dei siti, fino a valutare l’estensione della cooperazione ad altre tecnologie.

“In un momento in cui la domanda di dati cresce in modo esponenziale, stiamo cercando un miglioramento significativo nell’esperienza dei clienti e la riallocazione delle risorse verso nuove tecnologie come 4G, 4.5G e Fibra” spiega Gebara. Mentre Labriola sottolinea che “la condivisione delle infrastrutture è una soluzione industriale cruciale per lo sviluppo delle tlc e incrementa la velocità di implementazione della rete, riducendone costi e impatti”. Le due società si sono date tre mesi di tempo per mettere a punto un piano che poi dovrà essere approvato dalle autorità.

In Italia i lavori sono durati circa 5 mesi e dovrebbe arrivare la firma prima del cda del 1 agosto, sul cui tavolo ci saranno oltre ai conti un aggiornamento sugli altri dossier caldi tra cui quello delle trattative con Open Fiber sulla Rete Unica. La collaborazione nelle infrastrutture passive di rete, cominciando dagli attuali 10.000 siti (circa il 45% del totale delle torri delle due società) per arrivare all’aggregazione delle 22mila torri in Italia ma la piattaforma è aperta anche ad altri operatori.

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