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Disoccupazione ai minimi da 7 anni. Confindustria: non si riflette sul Pil

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Quarta flessione consecutiva: i dati di giugno segnano un ulteriore calo della disoccupazione in Italia che sfiora il 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali su maggio. Lo rileva l’Istat, spiegando che si tratta del tasso più basso da gennaio del 2012, ovvero da sette anni e mezzo. Un quadro incoraggiante che, di fronte a un Italia la cui economia non cresce, non convince gli industriali. “Considero interessanti i dati sull’occupazione, perché sono positivi”, afferma il capoeconomista di Confindustria, Andrea Montanino. Ma “non si riflette sul Pil, forse stiamo creando occupazione a basso valore aggiunto. La sensazione è che sia occupazione in servizi a basso valore”, afferma. Così “stiamo trasformando la nostra economia da manifatturiera, che crea valore aggiunto, a servizi a basso valore”. “Stiamo tornando indietro” con “servizi a basso valore, orari più flessibili, più occupati ma meno ore di lavoro”.

Guardando, in particolare, la stima degli occupati totali, questa risulta “sostanzialmente stabile” rispetto a maggio, dopo la crescita registrata nei primi mesi dell’anno. Nel dettaglio il numero degli occupati a giugno scende di sei mila unità, rileva l’Istat, spiegando che il risultato è frutto di una crescita tra le donne (+15 mila) e una diminuzione tra gli uomini (-21 mila).

Il mercato del lavoro italiano a giugno ringiovanisce, almeno un po’. Stavolta, infatti, dietro un’occupazione che nel complesso è sostanzialmente stabile si registra una crescita mensile di 10 mila unità tra i giovanissimi under25 (+10 mila, +0,9 punti), anche se nella fascia più alta, tra i 25 e i 34 anni si contano 4 mila unità in meno (-0,1 punti). Dopo mesi invece, c’è un calo nella classe degli ultracinquantenni, dove gli occupati diminuiscono di 18 mila unità (-0,2 punti).

Il tasso di disoccupazione, anche tra gli under25, a giugno scende ma restano lontani i livelli minimi pre-crisi. L’Istat spiega come il 9,7% del tasso complessivo sia ancora distante dal 5,8% dell’aprile del 2007. Stesso discorso per il dato giovanile, oggi al 28,1% contro il 19,4% del febbraio del 2007. Un altro record lo stabilisce la disoccupazione giovanile (15-24anni)che scende al 28,1%, in calo di 1,5 punti percentuali, un tasso che non si registrava dall’aprile del 2011.

Sale poi al 59,2% (+0,1 punti percentuali) il tasso di occupazione per i 15-64enni, segnando così un nuovo massimo storico: il livello più alto da quando sono iniziate le serie statistiche, ovvero dal 1977.

Se si guarda al tipo di impiego, il mercato del lavoro a giugno è spaccato: gli occupati dipendenti salgono ancora, in crescita di 52 mila unità in un mese, con i lavoratori permanenti, i ‘fissi’, che aumentano di 42 mila e quelli a tempo di 10 mila. Invece torna a calare il lavoro autonomo. Gli occupati indipendenti scendono di 58 mila unità rispetto a maggio.