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Rosso record e ricavi sotto le stime: Uber crolla a Ny

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Al contrario del suo rivale, Lyft, Uber delude le aspettative su ricavi e perdite, e affonda in borsa. L’azienda chiude il secondo trimestre con un rosso record di 5,24 miliardi di dollari, molto peggiore delle attese degli analisti. Deludono anche i ricavi, che crescono del 14% a 3,17 miliardi di dollari: si tratta dell’aumento minore mai registrato che inchioda i ricavi sotto le attese del mercato che scommetteva su 3,3 miliardi di dollari. La reazione del titolo a Wall Street è immediata. Uber affonda del 12%, scendendo sotto i 38 dollari per azione, ai minimi da gennaio.

Dara Khosrowshahi cerca di rassicurare. “Il 2019 è stato l’anno picco per i nostri investimenti e riteniamo che nel 2020 e il 2021 le perdite caleranno”, dice l’amministratore delegato, spiegando che Uber sta crescendo in nuovi mercati e può contare su attività come Uber eats che hanno “buoni tassi di crescita”. “In luglio la piattaforma Uber ha raggiunto oltre 100 milioni di clienti mensili attivi per la prima volta, stiamo diventando una parte sempre più integrante della vita nelle città del mondo”, aggiunge.

A pesare su Uber è la crescente concorrenza, soprattutto in America Latina, dove i ricavi sono calati del 24% rispetto all’anno scorso a 547 milioni di dollari. La maxi perdita di 5,24 miliardi di dollari è legata alle spese sostenute per lo sbarco in Borsa, incluso il piano di compensi in titoli da 3,9 miliardi di dollari. I conti rivelano comunque come Uber alcuni passi in avanti li abbia fatti: nel secondo trimestre la società ha completato 1,68 miliardi di corse, sopra gli 1,65 miliardi attesi dagli analisti. Al netto del piano compensi in titoli, degli interessi e degli ammortamenti, le perdite sono risultate pari a 656 milioni di dollari, meglio dei 977 milioni attesi dal mercato.

I risultati di Uber si contrappongono a quelli di Lyft, la sua rivale che, forte dei risultati sopra le attese nel secondo trimestre, ha rivisto al rialzo i target per il 2019. I ricavi quest’anno dovrebbero attestarsi a 3,47-3,5 miliardi di dollari rispetto ai 3,28-3,3 miliardi inizialmente stimati.