17 Settembre 2019

La ricerca di una strategia europea sul 5G 

Fortune

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Sul 5G l’Europa, assicura Roberto Viola, direttore generale della DG Connect della Commissione Ue, si muoverà unita. Ma il traguardo è ancora lontano.

La road map è tracciata. In Europa, in tema di 5G, la parola d’ordine è cooperazione ma il traguardo di una linea comune è ancora lontano. L’Europa, assicura Roberto Viola, direttore generale della DG Connect della Commissione Ue, si muoverà unita. “Entro ottobre adotterà una serie di misure per garantire la sicurezza del 5G”, anche se poi precisa: “la decisione finale spetterà a ciascun Stato membro”. Dietro l’angolo c’è un rischio divisioni tra i vari stati membri Ue. “Bisogna viaggiare insieme”, è il monito. L’Europa ce la farà? È una sfida cruciale: con un fatturato mondiale stimato a 225 mld di euro nel 2025, la tecnologia 5G rappresenta per il Vecchio Continente una risorsa fondamentale per competere sul mercato mondiale. Il traguardo, nella mente di chi sta a Bruxelles, è essere autonomi in un settore che è e sarà strategico per il futuro.   

 

La Commissione Ue ha pubblicato il piano d’azione e le raccomandazioni sullo sviluppo della rete 5G in Europa. In cosa consistono? 

A breve, la rete 5G costituirà l’asse portante delle nostre società e delle nostre economie, mettendo in collegamento tra di loro miliardi di oggetti e sistemi in tutti i settori dell’attività umana: dall’energia ai trasporti, dalle banche alla salute. Assisteremo alla nascita di nuovi prodotti e servizi che miglioreranno la qualità della nostra vita. È un settore strategico dove l’Europa può e vuole essere fortemente presente. Per queste ragioni, a settembre 2016, la Commissione ha pubblicato il proprio piano d’azione 5G, che definisce la tabella di marcia degli investimenti pubblici e privati nell’infrastruttura 5G e promuove la standardizzazione e l’abilitazione dell’accesso radio al 5G. La Commissione ha così avviato la collaborazione con e tra gli Stati membri e le parti interessate con l’obiettivo di lanciare i servizi commerciali 5G in tutta Europa entro la fine di questo decennio. L’obiettivo finale è quello di garantire una copertura totale del 5G nelle aree urbane e sui principali assi di trasporto entro il 2025. La tecnologia 5G, creando un sistema iperconnesso tra oggetti e sistemi, richiede una sempre maggiore attenzione agli aspetti relativi alla sicurezza e alla protezione della privacy. Per quanto riguarda la privacy, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (Gdpr), entrato in vigore il 25 maggio 2018, garantisce che anche all’interno di ogni ecosistema 5G i dati possano essere condivisi solo con il consenso degli utenti. Sul fronte della sicurezza, invece, il 26 marzo 2019 la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione per garantire la cyber sicurezza delle reti 5G in tutta l’Ue.

Gli Stati membri sono responsabili per la propria sicurezza nazionale, ma è necessario assicurare un approccio comune europeo contro i rischi legati alla sicurezza informatica, per garantire una protezione integrata delle nostre economie e società. Questa cooperazione si costruisce utilizzando gli strumenti giuridici esistenti, in particolare il Cybersecurity Act, e le norme dell’Ue sulle telecomunicazioni. Concretamente, la raccomandazione stabilisce una serie di misure operative, sia a livello nazionale che a livello Ue. Ogni Stato membro dovrebbe completare le valutazioni nazionali dei rischi delle reti 5G entro la fine di giugno e rafforzare le misure di sicurezza da applicare. In parallelo, questo processo dovrebbe condurre ad una valutazione del rischio entro ottobre 2019 e ad una serie di strumenti comuni (toolkit) di possibili misure di sicurezza entro la fine dell’anno a livello Ue. 

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di settembre.

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