30 Settembre 2019

Kaleyra, il tech made in Italy diventato globale 

Fortune

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Kaleyra è nata vent’anni fa a Milano e oggi è attiva in tre continenti e si sta per quotare alla borsa di New York. È leader nel mercato dei servizi di messaggistica per le aziende.

Sentirsi come una balena in una vasca da bagno, quando l’acqua per nuotare non basta proprio più. È questa la sensazione che ha spinto Dario Calogero a varcare i confini nazionali per far crescere sempre di più la sua azienda tech made in Italy, prima con delle acquisizioni internazionali e ora con la decisione di quotarla alla borsa di New York. In questo modo, e in pochi anni, la sua Kaleyra è diventata un player globale presente in tre diversi continenti: Europa, Asia e Nord America.  

Alla base di tutto c’è un imprenditore di Milano che, tra le varie intuizioni, ha avuto quella di puntare sui servizi di messaggistica mobile per le banche quando questo mercato in Italia ancora non esisteva. Oggi esiste e Kaleyra, anche nel suo senso più esteso e non più limitato alle sole banche – quello delle Communications Platform as a Service (CpaaS) – ne è il leader. “Non è italiano, europeo, africano o americano ma del mondo: le società che ne fanno parte operano a livello globale”, ha spiegato Calogero. Il mercato globale dei servizi di messaggistica ha raggiunto, infatti, i 60 mld di dollari nel 2018 e gode di previsioni di crescita che arrivano fino a 90 mld entro il 2022.  

Ma facciamo un passo indietro e cominciamo dall’inizio. Il gruppo Kaleyra nasce con il brand Ubiquity nel 1999 a Milano. In questi 20 anni di attività ha conosciuto una rapida crescita fino a detenere oltre due terzi del mercato dei servizi di messaggistica mobile per le banche (si tratta, in sostanza, dei mezzi più veloci con cui gli istituti di credito dialogano con i propri clienti).  

Avendo conquistato una quota di mercato così grande in Italia, per continuare a crescere ulteriormente l’azienda decide nel 2016 di intraprendere un percorso di espansione all’estero aprendo una prima sede in Svizzera, a Lugano. “Quasi subito, però, abbiamo capito che non bastava aprire fisicamente un ufficio all’estero – continua Calogero – per svilupparci ancora di più: avremmo dovuto considerare una crescita per linea esterna. Così abbiamo iniziato a esplorare il mondo”. 

Le decisioni più importanti, infatti, sono state prese poco dopo. Alla fine del 2016, l’azienda annuncia l’acquisizione di Solutions Infini, una società con sede centrale a Bangalore, nella ‘Silicon Valley’ indiana. A capo di questa società “ci sono due ragazzi indiani che oggi hanno 30 e 31 anni, ma l’avevano fondata nel 2009 praticamente da ragazzini. Nel 2016 facevano già 16 mln di dollari di fatturato, nel 2018 ne hanno fatti 38”, racconta l’imprenditore italiano. 

L’azienda indiana acquisita opera sempre nel mercato delle piattaforme per la messaggistica mobile, ma si rivolge alle aziende, aprendo quindi l’attività della nuova compagine a un altro settore. L’unione delle due piattaforme risulta sin da subito sinergica per ampliare l’offerta che così si rivolge sia alle banche, sia alle aziende. La scelta di questa realtà è stata motivata dalla possibilità di sfruttare le dimensioni del mercato indiano, ma anche di utilizzare questa azienda come ponte per espandersi in Asia e Medio Oriente. 

Mancava però ancora un tassello essenziale. “Volendo competere ad alti livelli nel settore delle Cpaas, il mercato di riferimento restava quello americano. Tutte le società comparabili a Kaleyra sono americane”, spiega Calogero, raccontando che è proprio qui che, subito dopo l’India, comincia a concentrare le sue attenzioni. 

Il secondo grande passo quindi diventa l’acquisizione di un’altra realtà, Hook Mobile, nell’agosto del 2018. Una mossa per penetrare nel mercato Usa sfruttando il posizionamento di una società innovativa, che già possedeva tutti i requisiti tecnici fondamentali per operare in quel mercato. Nella strategia aziendale questa acquisizione rappresenta un polo di espansione per il Nord ma anche per il Sud America. Con questa operazione, “Kaleyra diventa una piattaforma globale con presenza commerciale in 3 continenti, 235 dipendenti nel mondo, circa 100 mln di dollari di fatturato e dati di crescita importanti: +30% anno su anno”, snocciola il fondatore. 

Per sostenere la crescita e avere accesso a capitali freschi, Calogero si rende però conto che è arrivato il momento di aggiungere la quotazione in Borsa. La scelta cade ancora una volta sugli Stati Uniti, in virtù dei grandi capitali disponibili, ma anche del fatto che i pesi massimi mondiali di questo comparto si trovano (e quotano) tutti lì. È così che a febbraio 2019, al Mobile World Congress di Barcellona, viene annunciata un’operazione di business combination con GigCapital, una società ‘private to public equity’ statunitense di Paolo Alto specializzata nel settore technology, media and telecom, già quotata al Nyse. Con questa aggregazione, il gruppo risulterà quotato alla borsa di New York con il ticker KLR entro la seconda metà 2019. 

Tutti questi passaggi hanno reso oggi Kaleyra un gruppo di riferimento su scala globale, specializzato nella fornitura di servizi di messaggistica mobile per banche e aziende, con un fatturato di 99,5 milioni di dollari e un team di oltre 230 persone (età media 27 anni), distribuite in 13 sedi tra Europa, Asia, Medio Oriente e America del Nord. La società si rivolge a banche e aziende di tutte le dimensioni, in ogni settore, ed eroga i propri servizi in circa 200 Paesi. Tra gli oltre 3.000 clienti a livello mondiale, ci sono pmi, grandi aziende, ma anche giganti dell’e-commerce globale come Amazon e Uber, oltre naturalmente alle banche da cui tutto è partito. 

Per quanto riguarda i servizi offerti dalla società, fin dagli inizi nel 1999, l’azienda si è concentrata su quelli interattivi riguardanti il mercato delle banche e degli emittenti di carte di credito, che proprio nei primi anni 2000 iniziavano a sviluppare i servizi di banca diretta multicanale, con investimenti significativi sul mobile. In questo modo Calogero è riuscito a cavalcare la nascita di questo mercato in Italia fin dagli albori, quando ancora questi servizi non erano diffusi.  

Lavorando in questo settore, la società ha sviluppato nei confini nazionali una piattaforma proprietaria per la messagistica mobile, rispettando i rigidi standard per la sicurezza imposti dalle banche italiane. La piattaforma è stata implementata a seguito dell’acquisizione della società indiana Solutions Infini, che lavorando per aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, in un mercato così vasto come quello indiano, ne ha sviluppata un’altra capace di gestire enormi volumi, di gran lunga superiori a quelli italiani.  

Inoltre, la piattaforma indiana permette di sviluppare servizi di messaggistica vocale, in Italia ancora non diffusi ma che sicuramente saranno sempre più implementati. È partendo proprio da questa piattaforma che Kaleyra continua a sviluppare diversi prodotti e a fare innovazione per il mercato nazionale e internazionale. 

Per il futuro “ci stiamo concentrando sempre di più sui messaggi vocali e sull’intelligenza artificiale. La messaggistica tra imprese e consumatori diventa sempre più conversazionale e per questo l’AI sarà sicuramente indispensabile”, ha assicurato Calogero.

Articolo di Maria Chiara Furlò apparso sul numero di Fortune Italia di aprile 2019.

 

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