30 Settembre 2019

Tris, l’istruzione per chi non può andare a scuola

Alessandro Pulcini

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La piattaforma Tris per l’inclusione socio-educativa degli studenti si apre a tutti gli insegnanti. Accordo Fondazione Tim-Miur per il supporto e il monitoraggio dei risultati del progetto.

L’ispirazione l’ha data Nicky, un ragazzo affetto da una grave allergia che gli impediva di vivere sulla terraferma e che ha frequentato la scuola dalla barca costruita dai genitori. Da quella storia ha preso spunto Tris (Tecnologie di rete e inclusione socio-educativa), il modello di inclusione sperimentato dal Cnr-Itd di Genova con il sostegno di Fondazione Tim. Un modo per consentire di frequentare la scuola anche a ragazzi che fisicamente, per motivi di salute, non possono entrare in classe.

Nel corso degli ultimi anni si è registrato un numero crescente di studenti impossibilitati alla normale frequenza scolastica per gravi patologie invalidanti e non coperte dal servizio di istruzione domiciliare. Gravi patologie croniche, ma anche problemi legati a situazioni geografiche particolarmente svantaggiate, costringono molti studenti a lunghe assenze da scuola (a volte permanenti), che, oltre a impedire la normale partecipazione alle lezioni, possono provocare forme di disagio psico-sociale dovute all’interruzione della relazione con i compagni di scuola.

La sperimentazione del Tris, che ha coinvolto 4 studenti homebound, 10 classi, con oltre 150 alunni e 112 docenti, ha dato vita a una nuova forma di partecipazione scolastica che si basa su metodi di didattica innovativa. Le risorse tecnologiche di strumenti hardware (videocamera, smartphone) e software (Skype, Google Drive) ampiamente diffusi vengono usate in maniera metodica, regolare. Il cloud aiuta ad inserire l’alunno a distanza a tutti gli effetti nella classe, che così diventa ‘ibrida’.

La sperimentazione Tris per inclusione scolastica di ragazzi che non possono frequentare per gravi motivi di salute\Courtesy Tim

 

Per i risultati conseguiti dalla sperimentazione sono stati fondamentali, ovviamente, famiglie e studenti. Ma anche i docenti incontrati dai 4 ragazzi protagonisti della sperimentazione lungo il loro percorso scolastico. Una sperimentazione che ancora li accompagna, che li ha portati in alcuni casi dalle elementari al liceo, e che ha avuto conseguenze dirette anche sulle competenze dei docenti stessi. Oltre l’86% degli insegnanti coinvolti ha riportato un cambiamento di approccio nei confronti della propria pratica professionale da una docenza puramente trasmissiva frontale ad un approccio più collaborativo, senza parlare dell’aumento dell’uso delle tecnologie in classe (sono aumentati di molto, ad esempio, i casi in cui Lim, Skype e Google Drive vengono usati quotidianamente).

Per sfruttare le potenzialità didattiche del programma, a Roma è stato presentato Tris.2, la prima piattaforma I-MOOC (Interactive massive online open course) aperta e gratuita, accessibile a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado che potranno fruire di un corso interattivo – certificato con rilascio crediti – corredato di tutoring da parte dei ricercatori del CNR-ITD. Attraverso interviste, storie, materiali multimedia e hypervideo interattivi, il fruitore dell’I-MOOC potrà esplorare in modo libero tutte le componenti che fanno parte del modello Tris, personalizzando la propria modalità di navigazione dei contenuti.

Sul piano tecno-metodologico, l’I-MOOC di Tris (testato da 60 docenti scelti tra i 700 che hanno risposto al bando aperto da ANP per far parte di questa importante sperimentazione) si basa su un’architettura innovativa di Cms (Course Management System) multipiattaforma e fra circa un anno sarà corredato di un agente automatico di risposta (Chatbot) che acquisendo e processando tutte le domande sollevate in fase di test e in questo primo anno di avvio, consentirà l’erogazione del corso con il tutoring di una intelligenza artificiale.

Oggi è stato, inoltre, firmato un accordo tra Fondazione Tim e il Miur, che offrirà sostegno nel suo ruolo istituzionale e supporto per monitorare l’andamento dei risultati del progetto Tris, favorire la collaborazione delle scuole per la realizzazione del censimento dei casi target in forma anonima e la mappatura delle pratiche didattiche attualmente in uso, diffondere il modello derivante dal progetto Tris come possibile soluzione per gli studenti impossibilitati a frequentare la scuola per motivi di salute.

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La sperimentazione Tris per inclusione scolastica di ragazzi che non possono frequentare per gravi motivi di salute\Courtesy Tim

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