23 Ottobre 2019

Un futuro senza fumo (ma con tabacco)

Federica Venni

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

La missione, a lungo termine, è quella di costruire “un futuro senza fumo”. L’obiettivo, a medio termine, è quello di convertire entro il 2025 40 milioni di fumatori spingendoli a passare dalle sigarette ai dispositivi che scaldano il tabacco senza bruciarlo. Philip Morris International, presentando a Milano IQOS 3 DUO, il nuovo modello a ricarica più rapida che permette fino a due utilizzi consecutivi senza rialimentarlo, ha anche disegnato le prossime sfide aziendali. “Investiamo in scienza, tecnologia e sostenibilità – ha spiegato l’Ad di Philip Morris Italia Marco Hannapel – per trasformare il settore del tabacco con progetti rovoluzionari che hanno nell’Italia uno dei suoi principali centri propulsivi”. A Bologna, infatti, la multinazionale del tabacco ha un centro di eccellenza mondiale per l’innovazione nelle tecnologie, il primo impianto produttivo al mondo per la produzione su larga scala di prodotti del tabacco senza fumo. L’impianto, che ha visto un aumento del 740% dei volumi di export in due anni, ha generato un tasso di crescita dell’attività economica di oltre il 18% nel periodo 2014-2017.

“Il nostro percorso nasce dalla scienza, da più di 15 anni di studi, da 6 miliardi di dollari investiti in ricerca e sviluppo e da oltre 400 esperti”, precisa Hannapel. Una strategia, quella dell’azienda che vuole orientare tutto il suo business verso prodotti alternativi alle sigarette, che si fonde con un piano di comunicazione e di informazione rivolto a due pubblici diversi: “da un lato dobbiamo parlare a chi ancora fuma sigarette per indurlo ad una scelta responsabile  – spiega il direttore Relazioni Esterne, Gianluca Bellavista – dall’altro dobbiamo dire a chi non fuma che IQOS non è un prodotto senza rischi per la salute”. Il tutto oliato da una disambiguazione: “non facciamo confusione con altre tecnologie, il nostro prodotto non è una sigaretta elettronica”.

Il sistema IQOS funziona così: il sistema elettronico, impacchettato in un design accattivante, scalda tabacco appositamente preparato e miscelato fino a raggiungere una temperatura di 350°C. Questo processo genera un vapore contenente nicotina e che dà al consumatore il gusto del tabacco. Non avvenendo alcuna combustione, non si producono cenere né fumo e le sostanze tossiche sono inferiori rispetto a quelle presenti nel fumo delle sigarette. “Il successo delle nostre tecnologie è supportato da un’ampia documentazione scientifica”, precisa il Chief Consumer Officer Stefano Volpetti, che snocciola qualche numero: “sono 8 milioni nel mondo i fumatori che sono passati ad IQOS, di cui mezzo milione in Italia e secondo le nostre stime il 70-80% di loro ha abbandonato definitivamente le sigarette”.

Tra le parole d’ordine dell’azienda, negli ultimi anni, si è anche inserita la sostenibilità che – spiegano i vertici – si declina in tre aree: la gestione dei lavoratori, la costruzione dei processi produttivi e l’utilizzo efficace del territorio. Cinque anni fa, a Milano, veniva presentato il primo IQOS lanciato sul mercato: oggi il dispositivo che scalda tabacco è presente in 51 mercati tra Europa, America e Asia e da poco, dallo scorso aprile, la Food & Drug Administration ne ha autorizzato il commercio anche negli Stati Uniti.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.