12 Novembre 2019

Mediobanca, in arrivo il piano 2023. Con il nodo Del Vecchio

Fortune

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Di Marcella Merlo – La quota di Mediobanca in mano a Leonardo Del Vecchio ammonta al 9,889% e alberga in Lussemburgo. Nel Granducato oltre a Delfin, che detiene direttamente buona parte della partecipazione (9,371%), hanno sede anche le controllate Aterno, cui fa capo lo 0,203%, e Dfr Investment che ha il restante 0,316%. La fotografia, scattata il 6 novembre quando Unicredit ha ceduto sul mercato l’8,4% e Natixis ne ha rilevato il 2,5% per conto del numero uno di Essilorluxottica, emerge dagli aggiornamenti alla Consob, alla vigilia della presentazione del piano industriale.

Quello che l’ad Alberto Nagel presenterà alla comunità finanziaria è un piano quadriennale al 2023, ossia alla scadenza del mandato del nuovo Cda che si insedierà fra meno di un anno all’assemblea del 2020 sul bilancio, che l’istituto chiude a fine giugno. Gli analisti attendono che la banca continui a crescere lungo le linee imboccate con l’ultimo piano triennale e non deluda i soci, vecchi e nuovi, dopo aver distribuito in quattro anni 1,6 miliardi di dividendi.

Con Del Vecchio primo azionista c’è da aspettarsi che il prossimo board di Mediobanca sarà diverso da quello attuale. Ma per arrivare al rinnovo c’è un percorso da fare. Con la quota attuale, a ridosso del 10%, il fondatore di Luxottica per superare tale soglia dovrà presentare richiesta alla Bce, e potrebbe essere necessario mettere mano alla holding lussemburghese. Delfin infatti, così come è, non appare un soggetto in linea coi requisiti che la Vigilanza europea pone per diventare socio di riferimento di un istituto come Mediobanca. Alla società potrebbero essere chieste delle modifiche per gestire un gruppo bancario, sia sul fronte della trasparenza sia su quello della governance. In attesa dei prossimi passi di Leonardo Del Vecchio le comunicazioni obbligatorie alla Consob danno atto intanto della vendita da parte di Unicredit dell’8,4% che era conferito al patto light. Il gruppo di Jean Pierre Mustier, dopo il collocamento accelerato, ha mantenuto attraverso Unicredit Bank AG lo 0,754% per attività di hedging. Lo 0,258% è costituito da azioni con diritto di voto a titolo di negoziazione a breve termine, lo 0,496% in posizioni lunghe.

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