12 Dicembre 2019

Tutto in fumo? Il futuro dell’industria delle sigarette elettroniche

Fortune

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L’industria delle sigarette elettroniche potrebbe spegnersi alla stessa velocità con la quale si è accesa. Così come le speranze dei colossi del tabacco di trarre profitto dai prodotti a base di nicotina ‘più salutari’. Con cosa riusciranno a riempire questo vuoto?  

 

Nei primi anni 2000, al padre di Hon Lik, un accanito fumatore, è stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Hon, farmacista alle prime armi di Shenyang, in Cina, aveva a sua volta una forte dipendenza dal tabacco. Queste premesse, insieme alle preoccupanti novità sul fumo che stavano venendo fuori, lo spinsero a creare il dispositivo che è stato il precursore della maggior parte delle sigarette elettroniche attualmente in circolazione. Hon credeva che assumere nicotina vaporizzata invece che inalarla con il fumo del tabacco, potesse aiutare chi era dipendente dalle sigarette a mantenere le proprie abitudini, senza essere esposti al catrame e ad agenti chimici tossici. Il prodotto di Hon ha fatto il suo debutto sul mercato nel 2003. Suo padre è morto poco dopo, ma in pochi anni le ‘e-cigarettes’ hanno avuto un successo mondiale. E la rapida diffusione di questi prodotti è stata guidata proprio dal fatto che si pensava fossero più sicure rispetto alle sigarette tradizionali. 

 

Sedici anni dopo, le ‘e-cigarettes’ e i prodotti per il ‘vaping’ rappresentano un business da 9 mld di dollari, solo negli Stati Uniti. Ma le convinzioni sulla loro sicurezza sono state rimpiazzate dai dubbi. E i produttori sono sotto attacco. Prima sono arrivati gli scandali sul marketing usato per i dispositivi, incluse le accuse ai produttori di sigarette elettroniche di indirizzare i messaggi pubblicitari anche ai bambini. Dopo è accaduto qualcosa di decisamente più grave: una recente epidemia di una misteriosa malattia dei polmoni simile a influenza o polmonite, che ha colpito soprattutto gli Stati Uniti, sembrerebbe essere riconducibile al vaping. 

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di dicembre.

 

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