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Boom ‘natalizio’ per l’industria alimentare: +2,4 mld a dicembre

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Oltre 2,4 miliardi di euro. Questa l’entrata ‘extra’ che l’industria alimentare vedrà confluire nelle proprie casse a dicembre. Infatti, se gli italiani negli altri mesi dell’anno spendono in media 12,6 mld di euro, l’arrivo del Natale fa impennare l’esborso destinato al settore a 15 mld. E di questi poco meno della metà – pari a 6,4 mld – vanno alle imprese artigiane per prodotti tipici e gourmet. Una sorta di ‘tredicesima’ dedicata all’industria alimentare. Questa la previsione di Confartigianato, secondo la quale sul podio dei prodotti più ricercati troneggiano formaggi e latticini con un valore di 911 milioni.

Gli alimenti sul podio

La medaglia d’argento, invece, va ai salumi per i quali gli italiani a dicembre spenderanno 742 mln di euro. E dando uno sguardo alle prime due posizioni, in terza non poteva che esserci il companatico: 695 mln, infatti, verranno spesi per il pane. Tra panettoni e pandori, poco al di sotto pasticceria e dolci tipici (644 mln).

Le regioni più golose

Se la classifica la si guarda sotto un’altra prospettiva, ovvero quella geografica, la regione più spendacciona è la Lombardia, che batte tutti con una spesa in alimenti e bevande prevista per le ricorrenze di fine anno pari a 1,2 miliardi. Secondi nella classifica dei più golosi di prelibatezze artigiane i laziali (638 mln). E a seguire Campania (537 mln), Piemonte (530 mln), Emilia-Romagna (524 mln) e Veneto (507 mln).

Export in crescita

Cresce l’export del made in Italy. Secondo la rilevazione di Confartigianato nel 2018 le nostre esportazioni di panettoni, pandoro, cioccolato e dolci tipici di Natale sono ammontate a 643 mln di euro e nel 2019 sono aumentate dell’11%. I migliori clienti sono i cugini d’Oltralpe: la Francia, infatti, ha acquistato dolci natalizi italiani per 138 mln. Ma anche la Germania ha ampiamente contribuito all’economia italiani con acquisti complessivi per 107 mln di euro, mentre scendendo la classifica di chi viene a fare spesa dolciaria ‘natalizia’ in Italia, al terzo posto si piazza Regno Unito che, tuttavia, spende quasi la metà rispetto alla Germania (61 mln). Seguono la Spagna (35 mln) e gli Usa (34 mln). Tuttavia, per negli Stati Uniti c’è una crescente attenzione verso questa categoria di prodotti, tanto che è stata registrata una crescita di vendite anno su anno pari al 18,1%. Trend positivi anche in Germania (+20%) e Ungheria (19,7%).

La tutela dell’Ue

“Se il nostro cibo va forte sulle tavole di tutto il mondo – sottolinea in una nota il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – il merito è anche degli ‘artigiani del gusto’, le 87.499 imprese artigiane del settore alimentare, di cui 41.776 specializzate nella pasticceria, che danno lavoro a 156mila addetti. Un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato”. Secondo Confartigianato a far crescere la passione dei nostri connazionali e degli stranieri per i nostri prodotti della buona tavola è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 299, vale a dire un quinto del totale dei prodotti di qualità europei.

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