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13 Marzo 2020

Ecco gli aeroporti che chiuderanno per Coronavirus

Morena Pivetti

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“Chiusi per coronavirus”. Gli aeroporti italiani gettano la spugna e si arrendono all’epidemia dopo giornate in cui i terminal passeggeri si sono andati via via spopolando mentre le compagne aeree, europee e internazionali, cancellavano gli operativi di volo. Giovedì a tarda sera, dopo una giornata passata a valutare la situazione e le scelte da fare, la ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto che con il quale si chiudono (con modalità che saranno decise dall’Enac) più della metà degli scali al traffico passeggeri, compreso il city airport di Milano Linate, l’hub low cost di Bergamo Orio al Serio e il secondo scalo di Roma, Ciampino, che resterà comunque operativo per “i soli voli di Stato, trasporti di organi, Canadair e servizi di emergenza”. Restano attivi tutti i servizi adibiti al trasporto delle merci che, come ha certificato la Protezione civile, non sono veicolo del virus, sono sicure e alle emergenze.

A recapitare la richiesta di ridurre la capacità aeroportuale italiana sul tavolo della ministra è stata l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, su sollecitazione dei gestori degli scali, che hanno registrato un drastico calo dei passeggeri per l’emergenza coronavirus. Le restrizioni imposte da molti Paesi, da ultimo gli Stati Uniti, nei confronti dell’Italia e dei passeggeri in partenza dal nostro Paese, e le cancellazioni dell’operativo da parte di un gran numero di compagnie aeree, low cost in primis, avevano desertificato gli aeroporti italiani.

L’Enac aveva proposto alla ministra uno “scenario infrastrutturale aeroportuale minimo”, in grado comunque di “garantire la mobilità del trasporto aereo all’interno del territorio nazionale”, seguendo tre criteri: “la collocazione geografica in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio, la loro capacità infrastrutturale e la necessità di garantire i collegamenti con le isole”, scrive il Mit.

Fino al 25 marzo Alghero, Brindisi, Comiso, Firenze, Olbia, Perugia, Reggio Calabria, Rimini, Trapani, Treviso, Trieste e Verona sospendono le attività mentre restano aperti Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino e Venezia Tessera, ovvero almeno un aeroporto per Regione.

Come Ciampino anche Bergamo Orio al Serio dovrebbe restare aperto ai voli courier e ai voli di Stato, sanitari, di emergenza, e per il posizionamento di aeromobili, visto che il decreto del ministro rimette “alla valutazione dell’Enac la possibilità di consentire l’operatività degli aeroporti in considerazione delle seguenti esigenze: mantenimento dei requisiti di certificazione aeroportuale; previsione dell’accesso alle infrastrutture e del loro utilizzo per i dipendenti dell’Enac, di Enav Spa e degli Enti di stato basati in aeroporto; ripristino immediato della piena operatività dell’aeroporto se ritenuto necessario; esigenze di voli cargo, posta, voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitari o emergenza di altri tipo”.

Intanto Aeroporti di Roma, la società di gestione degli scali romani, ha annunciato la chiusura temporanea del Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino, con operatività di imbarco e sbarco garantita dal Terminal 3 a partire da martedì 17 marzo e Milano Malpensa ha spostato le operazioni al Terminal 2 chiudendo il Terminal 1.

Per avere un’idea del crollo del traffico passeggeri bastano pochi numeri: Bologna dichiara il 60% di movimenti aerei in meno nei primi giorni di marzo rispetto al 2019 e prevede di arrivare addirittura a -95% nelle prossime due settimane con appena 60 voli a settimana, da Linate sta decollando l’88% in meno di aerei, Malpensa ha segnato -81,5%, Roma Fiumicino -63% e Venezia -91%. Vale la pena ricordare che il 2019 aveva segnato un record di passeggeri per gli aeroporti italiani, con una crescita continua che solo il Coronavirus è riuscito a fermare.

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