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1 Settembre 2020

Zoom è cresciuta del 355% nel secondo trimestre 2020

Carlotta Balena

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Il periodo d’oro di Zoom prosegue. Nel secondo trimestre del 2020 la piattaforma per le video call di gruppo fondata dal cinese ex manager di Cisco Eric Yuan, che ha avuto un boom durante il lockdown mondiale, ha riportato una crescita delle entrate anno su anno del 355%. Numeri che hanno superato anche quelli, da record, del primo trimestre, quando Zoom aveva segnato un +169%. In seguito alla diffusione dei dati, le azioni di Zoom sono cresciute del 23%.

 

Zoom ha riportato entrate per 663,5 milioni di dollari nel secondo trimestre: numeri ancora più alti delle previsioni già rosee dei 500 milioni che gli analisti si aspettavano. Le entrate record andranno a modificare anche le previsioni sul conto annuale. Finora si pensava che si sarebbero attestate intorno a 1,80 miliardi di dollari, ma a questo punto sono destinate a salire: ora le previsioni sono tra i  2,37 e i 2,39 miliardi di dollari. 

 

Il nuovo flusso di entrate è da attribuire per l’81% alla crescita di nuovi clienti abbonati, ha detto la CFO Kelly Steckelberg. L’emergenza Covid ha dato un’accelerata enorme alla necessità di effettuare video chiamate collettive, soprattutto in un’ottica di nuova normalità declinata sullo smart working. Così, quello che prima era uno strumento di nicchia, è diventata improvvisamente la piattaforma che ha consentito a tutti di fare riunioni di lavoro con tante persone, ma anche aperitivi online e chiamate collettive tra gruppi di amici chiusi ognuno in casa propria o tra classi di studenti.

 

La tendenza a passare dall’ufficio tradizionale a modalità di lavoro più agile e più ‘diffuso’ è rimasta anche nella fase post-lockdown ed è proprio questo elemento che ha permesso a Zoom di continuare ad aumentare le sue entrate e la sua valutazione. Sebbene abbia dovuto affrontare alcune ‘grane’ dovute a falle nella sicurezza (utenti non invitati che interrompevano le chiamate altrui), e dal mese di agosto abbia limitato le vendite dei suoi servizi di video-conferenza esclusivamente alla Cina (presumibilmente per rispettare i legami che il governo cinese impone alle sue aziende tech), il servizio per le videochiamate ha segnato comunque numeri impressionanti. Solo il numero dei clienti “large”, ovvero quelli che generano oltre 100mila dollari di entrate, è raddoppiato negli ultimi mesi, arrivando a 988.

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