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ViacomCBS, quando l’intrattenimento incontra la salute e il welfare

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(Luxuryandfinance.it) – Una vera realtà glocal, che si muove tanto a livello internazionale quanto a livello locale, che ha messo a punto risposte customizzate, in base alle varie geografie, all’emergenza sanitaria. Tra smart working e proposte di welfare declinate sulle esigenze dei Paesi di interesse. ViacomCBS Networks International, quotata al Nasdaq, è una delle principali media company di intrattenimento a livello globale che ha in portafolgio Network 10, Channel 5, Telefe, Viacom 18, ViacomCBS International Studios, Nickelodeon, Mtv, Comedy Central, BET, Paramount Network e Pluto TV. La branch italiana possiede al 100% i brand Mtv, Comedy Central, Nickelodeon, Paramount Network, Spike, VH1 e Super! e tutte le relative piattaforme digital e social. In particolare, per i dipendenti ViacomCbs ha garantito attività di prevenzione oncologica offrendo visite senologiche, mammografie ed ecografie. A novembre, la stessa possibilità è stata garantita ai dipendenti uomini. Inoltre, è stato messo a punto un health & wellness support: un employee assistance program, con numeri di supporto diretti, per rispondere ai momenti di fragilità emotiva e malessere. È stata estesa una copertura assicurativa sanitaria in caso di cure o ricovero per Covid-19. Inoltre, test e tamponi gratuiti per tutti coloro che devono presenziare a eventi di lavoro. ViacomCbs ha messo a disposizione dei propri dipendenti una struttura sanitaria presso la quale poter effettuare gratuitamente la vaccinazione contro l’influenza. Elena Gallo, Vice President HR South Hub ViacomCBS Networks, spiega così a Luxury&Finance le varie linee di intervento.

Come state affrontando l’emergenza?

“Stiamo affrontando, come tutte le aziende, una difficoltà enorme. Lo smart working, o ‘emergency working’, è stato avviato velocemente in una azienda che inizialmente non lo aveva mai adottato. Non è stato semplice. Si stanno vedendo i limiti di questo sistema. Sia per noi, che non lo avevamo adottato in passato, sia per chi aveva processi già pronti. Dal punto di vista del welfare, abbiamo mantenuto tutte le iniziative che si facevano precedentemente, e si è andato ad aumentare, come focus speciale, il tema Covid e i suoi effetti, da un punto di vista della salute fisica e mentale del lavoratore, anche in conseguenza della condizione di isolamento, che è un derivato del Covid. Ci siamo concentrati a compensare le carenze, in particolare nella prevenzione oncologia e cardiologica: abbiamo offerto e incrementato le visite di prevenzione oncologica sia alla popolazione femminile, sia a quella maschile, aumentando dunque il ventaglio di interesse. Abbiamo acquistato i vaccini antinfluenzali, che sono stati eseguiti nella nostra struttura dai medici del San Raffaele. Abbiamo integrato le assicurazioni sanitarie, inserendone una dedicata al Covid: iniziative finanziate al 100% dall’azienda. Situazioni che non rientrano nei classici strumenti di welfare che pure godono di sgravi fiscali. In questo caso un intervento a carico della società”.

Oltre alla salute in senso lato, il Covid ha messo in luce un altro tema, quello del benessere mentale.

“Stiamo offrendo supporto psicologico ai dipendenti. Una linea telefonica di aiuto gratuita e anonima che aiuta le persone in difficoltà. Dall’headquarter di New York, a quello di Madrid, al nostro ufficio locale, sono vari i livelli di intervento e le fonti dei progetti. Quello del benessere mentale e del supporto oncologico sono stati una iniziativa locale. Sulla salute mentale abbiamo organizzato, in particolare, molti workshop, lezioni gratuite di mindfulness e pilates. Tutto affrontato in ‘stile Viacom’: uno dei nostri grandi mantra, che ci differenzia da altre realtà, è che il nostro core è l’intrattenimento, il ‘fun together’, il contenuto editoriale e musicale. Siamo tutti innamorati della musica e abbiamo cercato di ovviare al senso di solitudine con l’entertainment, riportando a casa quella sensazione del ‘qui ci si diverte'”. Diverso l’approccio a Dubai, dove il tema religioso è più forte: “Abbiamo organizzato un cineforum focalizzato su donne musulmane trasferite in Canada, che dovevano affrontare tutte le difficoltà di un Paese occidentale. Sempre in chiave di piacevolezza, intrattenimento e leggerezza. Abbiamo cercato di creare momenti ricorrenti, ascoltando anche le richieste dei dipendenti sui temi più di interesse”. Tra le iniziative, una newsletter settimanale, rispetto alla quale tutte le Business Unit sono chiamate a contribuire; un ‘Quizzone in pausa pranzo’ dove i temi musica e movie hanno caratterizzato le prime due edizioni. E poi concorsi focalizzati sulla condivisione della quotidianità in quarantena. Con ‘AlongTogether Palylist’ anche l’aperitivo si fa virtuale e con sottofondo musicale.

Quale riscontro avete avuto e quali sono le differenze nelle richieste nelle varie geografie?

“In Europa la pandemia è stata vissuta in modo più o meno simile. In Italia l’elemento della prevenzione è stato vissuto e sentito particolarmente. E questa è anche la ragione per la quale abbiamo implementato notevolmente questo aspetto, andando ad esempio ad acquistare il vaccino antinfluenzale. In Italia la percezione di pericolo generata dal Covid è sempre stata molto alta. In Francia meno. In Spagna è emersa la mancanza di socialità in maniera molto forte: abbiamo giocato più sul ‘dopolavoro’, su quello che per noi è l’aperitivo, o comunque la disconnessione dall’orario lavorativo affinché ritornasse un momento di divertimento e socialità.

In Italia qual è stata l’adesione alle proposte?

Il tema della salute e dell’isolamento è stato molto sentito. La richiesta di wellness è stata molto forte, più che, ad esempio, in Francia. In Spagna la classe di pilates è stata ad esempio poco richiesta e abbiamo puntato, come dicevo, sulla disconnessione dal lavoro. In quelle relative alla salute al 100%, tra vaccini e visite mediche. Le azioni più legate al wellness hanno visto partecipe il 60% della popolazione che si è alternata.

Per il prossimo futuro l’incertezza è sia sulle regole, sia sulla tempistica. Quali nuove azioni avete in animo di mettere in campo?

Il tema dello smart working e della gestione corretta dello stesso è all’attenzione di tutto. Si lavora a una vera e propria definizione di una policy che non sia di emergency working, ma di vero smart working e che consenta una gestione più corretta a salutare della situazione. La nostra idea è di continuare con le iniziative in essere e rispondere in maniera sempre più rapida alle domande. A fronte delle richieste devo sempre domandarmi: ‘Sono utili?’.

Avrete la possibilità di intervenire direttamente sulla somministrazione dei vaccini anti Covid? 

Stiamo facendo anche a livello internazionale delle richieste. Lo abbiamo fatto per le mascherine. Oggi è prematura ogni risposta.

Prossime iniziative?

Per il prossimo anno lavoriamo a piani sociali condivisi a livello locale, regole condivise nella gestione della giornata lavorativa che consentano a tutti momenti di sfogo e di disconnessione. Altro aspetto, sul quale lavoriamo moltissimo, è mantenere forte il senso di comunità. L’have fun together’ ricopre tutte le nostre iniziative. Siamo in grado di affrontare aspetti sensibili ma con un elemento di leggerezza che ci contraddistingue”.

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