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Il business del matrimonio in crisi causa Covid

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Aiuti per le imprese e per le coppie che hanno subito danni economici per il rinvio del matrimonio, oltre a un periodo specifico e un protocollo chiaro per la celebrazione dell’evento. Il settore nuziale è sostanzialmente fermo, causa Covid. Con l’Italia in zona rossa, dopo due lockdown, dall’estate 2019 si è messo, causa pandemia, il silenziatore a un settore che genera un volume d’affari da 4,7 miliardi di euro e da 400 mila posti di lavoro.

Per questo motivo Matrimonio.com (sito su cui sono iscritte 62 mila aziende del settore) si è unito con con associazioni di tutta Italia e con le coppie colpite in prima persona per creare una petizione congiunta (quasi cinquemila adesioni) e pubblica al governo, affinché nel 2021 siano fissati periodi specifici e stabili per la celebrazione dei matrimoni. Secondo un sondaggio realizzato a febbraio da Matrimonio.com su 4.427 coppie che si sono sposate nel 2020 o che inizialmente avevano una data di matrimonio nel 2020 e l’hanno posticipata al 2021 a causa del Covid, solo il 9% non ha ancora fissato una nuova data per il matrimonio. Dunque, il 91% delle celebrazioni si terrà presto, ma in Italia, svela lo studio, a causa della crisi sanitaria il tempo medio di pianificazione delle nozze è passato da 12 a 18-24 mesi. Il 5% delle coppie che si è sposato e ha già organizzato un ricevimento nel 2020, dice che organizzerà un’altra festa con gli amici e familiari, assenti ai festeggiamenti. E più di otto coppie su 10 che hanno rimandato il loro matrimonio nel 2020 pensa di sposarsi nel 2021. Tra queste, il 58% dichiara che questa sarà la loro festa principale. Il 64% poi afferma di aver dovuto cambiare piani e dettagli iniziali a causa della pandemia.

Dati che dimostrano la disponibilità delle coppie a cambiamenti alle loro nozze pur di avere il giorno dei loro sogni. Ma sempre all’insegna della sicurezza, ormai un mantra da più di un anno, a causa del Covid: per il 78% degli intervistati, la salute e la sicurezza degli invitati è l’aspetto più importante nell’organizzazione del matrimonio in tempi di crisi sanitaria. Tra gli altri dati del sondaggio, il 46% delle coppie ha dovuto leggermente ridurre la lista degli invitati a causa della pandemia, cosa che non li ha dissuasi dal procedere con i loro progetti di matrimonio. Il 24% ha preferito spostare la data in un altro giorno della settimana. In questo senso possiamo vedere che le coppie si adattano alle circostanze e riadattano il loro matrimonio per poterlo celebrare.

Dunque, festeggiamenti in luoghi controllati (ristoranti, ville, agriturismi) e misure di sicurezza al centro delle celebrazioni: tra le più comuni, tavoli a distanza di sicurezza, mascherina obbligatoria per il personale di servizio e uso del gel idroalcolico. E poi: obbligo di indossare le mascherine, tranne durante il pasto, misurazione della temperatura corporea e l’incoraggiamento al distanziamento sociale degli ospiti. Ma gli sposi pensano, ovviamente, anche al viaggio di nozze: il 33% delle coppie ha preparato una Minimoon – un piccolo viaggio subito dopo la celebrazione del matrimonio -, per poi dedicarsi al viaggio di nozze quando lo consentirà la pandemia. Un dato che incoraggia il settore viaggi: Il 63% ha posticipato il proprio viaggio, solo il 7% ha deciso di non organizzarlo.

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