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L’importanza del data center Euronext in Italia

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data center aruba it3

Un segno di “attenzione geopolitica” nei confronti dell’Italia, che farà bene anche all’indotto. Andrea Rangone, esperto di innovazione digitale e fondatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, intervistato da Adnkronos, interpreta così la decisione di Euronext di trasferire il proprio data center da Londra a Bergamo, entro il 2022, nel campus di Aruba. Una decisione parte dell’operazione che ha portato Borsa Italiana a entrare nel gruppo Euronext per 4,4 mld di euro, andando a formare quella che dovrebbe diventare la prima piazza di quotazione europea.

Per Rangone, la scelta infrastrutturale ha un peso rilevante, dal punto di vista geopolitico. I data center sono come dei grandi magazzini di stoccaggio che, al posto di prodotti o di pacchi, conservano migliaia di dati ed eseguono calcoli con giganteschi calcolatori. Questi centri, sottolinea Rangone, che è anche presidente di Digital360, “hanno un impatto importante sul territorio”. Intanto, “si tratta di investimenti rilevanti dal punto di vista edilizio perché sono infrastrutture delicate, che hanno sistemi di sicurezza avanzati. Sono investimenti che sul territorio possono portare occupazione e avere effetti sull’indotto“. Per il mega data center di Microsoft, “qualche tempo fa con il Politecnico avevamo stimato 10mila posti di lavoro e 9 miliardi di indotto”.

In più, c’è un effetto ‘spillover’, ovvero di trasferimento di competenze. “I data center possono sviluppare competenze che si trasferiscono alle altre imprese del territorio, anche con l’assunzione di personale qualificato”. Insomma, secondo il docente, quest’operazione può portare in Italia risorse e competenze. “Non vedo invece motivi di sicurezza. Ci sono tecnologie sofisticate che possono garantirla ovunque ormai in Europa”.

“Siamo estremamente lieti che Euronext, il principale mercato finanziario paneuropeo, abbia scelto il nostro Campus all’avanguardia, Global Cloud Data Center (IT3) in Italia, come proprio data center di riferimento”, ha detto Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba, dopo l’annuncio di Euronext. “I data center ospitano i nuovi mercati azionari e Global Cloud Data Center è in grado di fornire soluzioni di colocation su misura completamente personalizzate”, aggiunge.

Secondo quanto riportato da Euronext, la prima parte della migrazione, soggetta all’approvazione delle autorità e agli aspetti operativi, è fissata per il 2022. Il trasferimento è stato deciso in risposta a molteplici fattori, innanzitutto l’acquisizione di Borsa Italiana, ma anche la dinamica creata dalla Brexit e una forte volontà di collocare il principale data center del gruppo in un Paese in cui Euronext ha attività di ingenti dimensioni. La migrazione è stata pensata in modo che si possa essere pronti per il passaggio dei mercati di Borsa Italiana sulla piattaforma di trading Optiq entro il 2023.

Global Cloud Data Center di Aruba è il più grande data center campus d’Italia (200.000 mq totali) ed è stato inaugurato a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, il 5 ottobre 2017. Recentemente, Aruba ha deciso di ufficializzare i lavori di ampliamento che hanno coinvolto l’intera area e porteranno all’imminente attivazione di altri due data center all’interno del Campus. Global Cloud Data Center si annovera tra i Data Center green e utilizza, spiega Aruba, risorse energetiche provenienti da diverse fonti tra cui il fotovoltaico, l’idroelettrico – attraverso una centrale idroelettrica presente all’interno dell’area – e altre tecnologie, come l’utilizzo di impianti geotermici ad elevata efficienza, che permettono di regolare la temperatura delle sale dati abbassando ulteriormente i consumi, l’impatto energetico dei data center e di conseguenza quello ambientale.

“La notizia del trasferimento del principale data center di Euronext da Londra a Bergamo ha un rilievo strategico per il nostro Paese e in particolare per il nostro territorio”, ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. La decisione, per Gori, “colloca Bergamo al livello di Zurigo e Francoforte, modificando una geografia finanziaria che fino ad oggi era centrata sulla capitale inglese: da qui passerà infatti il 25% delle transazioni finanziarie europee”. Gori esalta “le competenze e la qualità del capitale umano che Aruba ha trovato nel nostro territorio. E’ questa la leva che consente oggi di attrarre a Bergamo, nei luoghi che fino a pochi anni fa ospitavano il cotonificio Legler, la più importante piattaforma di mercato paneuropea, con effetti che speriamo significativi anche in termini di occupazione qualificata”.

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Foto dai locali del data center A It3 di Aruba di Ponte San Pietro (BG), vicino Milano/Immagine dal sito di Aruba
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