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Banche e intelligenza artificiale, siamo solo all’inizio della trasformazione

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“L’impatto della tecnologia sul settore bancario sarà ancora più forte di quello che si potrebbe pensare”. Corrado Passera lo ripete con convinzione, durante un podcast del ciclo ‘AI in azione’, che Fortune Italia dedica all’intelligenza artificiale e alle sue (tante) applicazioni. La banca che Passera ha creato e che guida, illimity, è nata nel 2018 con un forte imprinting tecnologico. Oltre ad avere ottimi numeri (utile da 12,6 mln di euro nel primo trimestre 2021, +176% in un anno, per citarne uno) è regolarmente tra le protagoniste dell’evoluzione digitale del mondo bancario italiano. Uno dei principali accordi del 2020, quello sui pagamenti digitali di Hype con la Fabrick del Gruppo Sella, ha visto protagonista proprio illimity.

Tra fintech, pagamenti digitali, open innovation e nuove preferenze dei clienti, quello attuale è un periodo di grande trasformazione per i servizi finanziari. Al Ceo abbiamo chiesto quale sia, in questa trasformazione, l’impatto della tecnologia. “Siamo di fronte a un cambiamento ancora più profondo di quanto si pensi. Siamo solo all’inizio. Stiamo parlando di processi decisionali trasformati, piattaforme sempre più aperte dove i vari settori, non solo bancari, si incroceranno. Stiamo entrando in una situazione in cui gli asset, e tutte le attività della banca, diventano programmabili. I contratti diventano smart”. E tutto questo sarà successivamente superato, ancora una volta, “dalle evoluzioni della tecnologia”.

Questo tipo di trasformazione richiede, però, un adeguamento dal punto di vista tecnologico, dice Passera. “La mia personale opinione è che le architetture informatiche tradizionali non riusciranno ad adeguarsi a questa situazione. La mia tesi è che si debba fare un cambio di paradigma anche nelle architetture informatiche perché c’è una tale necessità di velocità, di reazione, di innovazione continua che i sistemi basati su mainframe e quindi su procedure tra loro non integrate, non possono stare dietro alle nuove necessità”.

Ma creare in poco tempo questi sistemi è possibile. “Noi abbiamo dimostrato che si può partire da zero con architetture e applicazioni del tutto digitali. Fin dall’inizio in cloud, fin dall’inizio modulari, con la possibilità di aggiungere e togliere applicazioni – il tema dell’architettura basata su API che tutti conoscono, ma portata fino in fondo. In modo che si parta sempre dai dati, e si abbia un’architettura aperta e componibile capace di evolvere in continuazione”.

La banca di Corrado Passera ha il vantaggio di essere nata direttamente in Cloud, con la collaborazione di Microsoft. “Effettivamente è una delle nostre caratteristiche iniziali. È una cosa non pensabile fino a poco tempo fa. Siamo i primi in Italia, e tra i primi in Europa. Partire in cloud significa abbassare fortemente il livello degli investimenti iniziali, significa godere di un livello di servizio, qualità e sicurezza che mai una piccola banca potrebbe avere. Hai immediatamente il livello di qualità delle grandissime organizzazioni, ma soprattutto hai una velocità e una capacità di reazione e di modifica inimmaginabili con architetture non in cloud”.

Per fare un esempio, “quando devi informatizzare un settore, nei modelli tradizionali lo analizzi, e a poco a poco introduci le novità. Con il nostro modello in settimane si testa una fintech o un’applicazione di mercato, si modifica, si sostituisce se non va bene”. Il tutto “in un tempo che tradizionalmente serve, nella migliore delle ipotesi, esclusivamente ad analizzare il problema”.

A che punto è il resto del panorama italiano, allora, rispetto a illimity? “La nostra esperienza è disponibile per tutti, e mi auguro che tante banche, soprattutto medie e piccole, facciano esperienze simili alla nostra”, dice Passera.

Parlando nello specifico di AI, machine learning e automazione, Passera è convinto che “siamo solo all’inizio” degli effetti che possono provocare sul settore. “Una premessa rilevante è che per noi almeno la combinazione di successo è quella tra migliori tecnologie e migliori competenze. Siamo poco propensi al delegare completamente a sistemi automatizzati, siamo per l’intelligenza aumentata”.

L’impatto dell’intelligenza artificiale è stato comunque fortissimo “su tutto il business model. Creando dall’inizio una banca basata sui dati, utilizzi da subito questo approccio”, non soltanto nell’automazione delle procedure: al di là dell’esperienza degli utenti, con l’AI “si entra nei meccanismi decisionali, dalla valutazione del rischio allo scoring del credito”. Secondo Passera, “anche nel nostro mondo di credito distressed (dove c’è da elaborare montagne di dati, dati destrutturati e difficili da ricavare) adesso coi nuovi sistemi si possono aumentare le competenze, con meccanismi sempre più sofisticati. Ma siamo solo all’inizio di quello che potrà essere l’effetto dell’applicazione dell’intelligenza artificiale al mercato bancario”.

 

Ascolta “Corrado Passera: Banche e intelligenza artificiale, siamo solo all’inizio della trasformazione” su Spreaker.

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