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Da biodiversità a economia circolare, i primi impegni del G20 Ambiente

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I punti più complicati sul tavolo del G20 Ambiente che si sta tenendo a Napoli sono due: il contenimento della temperatura globale e la necessità di accelerare sulla decarbonizzazione in dieci anni. La cifra di riferimento, quella da non superare per non avere conseguenze ancora più catastrofiche di quelle che si verificano oggi, è sempre la stessa. “Dobbiamo tenere l’incremento della temperatura sotto 1,5°C per la metà del secolo, non 2 o 2,5. Perché anche quello fa una differenza enorme dal punto di vista del cambiamento climatico. Su questo c’è una discussione in queste ore”, dice il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani al termine della prima giornata di lavori della ministeriale ambiente in corso a Napoli.

Secondo punto complicato, convincere tutti ad accelerare la decarbonizzazione in questa decade. “In un documento in cui dobbiamo mettere d’accordo economie basate sul petrolio ed economie che invertiranno la curva, sì, ma al 2060, dire che tutto va giocato in questa decade è complicato e insieme con la questione del contenimento della temperatura compone un bel puzzle che deve essere negoziato. Ci sono Paesi che hanno problemi su questi target, come i Paesi Arabi, in parte la Cina, la Russia e i Paesi emergenti, ma non escluderei che continuando la discussione si possa trovare la sintesi”.

Nella conferenza stampa finale della prima giornata Cingolani ha parlato di un altro tema caldo: i sussidi fossili. “Non voglio anticipare niente, non essendoci ancora un accordo, ma in linea generale c’è, tra i Paesi, chi dice che bisogna toglierli completamente; chi ha una posizione intermedia secondo la quale bisogna scoraggiare investimenti sul fossile puro e investire e dare sussidi per ciò che riduce la CO2; c’è chi non ne vuole sentir parlare perché ha un’economia basata su questi prodotti. A livello globale tra stanotte e domani mattina speriamo di trovare una quadratura, è già molto che se ne parli”, ha detto giovedì sera Cingolani.

“A livello nazionale ed europeo c’è un direttiva più precisa – continua Cingolani – Sappiamo che dobbiamo lavorare sull’abbassamento e la rimozione il prima possibile dei sussidi a prodotti ‘sporchi’ ma questa cosa la dobbiamo studiare affinché venga fatta in tempi rapidi ma che sia sostenibile. Avete visto cosa è successo con i gilet gialli, noi vorremmo una soluzione che sia sostenibile, non quella. Ci stiamo lavorando. Domani avremo qualche informazione in più”.

Il comunicato della prima giornata

Mentre la discussione continua, la prima giornata di lavori della ministeriale ha già prodotto un ‘Communiqué’.

Nel “primo G20 post Covid e il primo che mette insieme clima, energia e povertà, e non era scontato” il comunicato adottato al termine della prima giornata di lavori. Un comunicato “particolarmente ambizioso, riflette il taglio che ha voluto dare la presidenza italiana” ed è “esattamente la visione del nostro Pnrr”.

In 7 pagine e 25 articoli, il comunicato “è il più completo sulle linee guida ambientali mai concepito”, un lavoro “che ha soddisfatto tutti, negoziato fino all’ultimo secondo” e il cui “motore principale è rappresentato da tutti quegli esperti che hanno lavorato per mesi per rendere accettabile questo accordo oggettivamente unico”, ha detto Cingolani presentando il comunicato.

Il G20 Ambiente si è sviluppato lungo tre macro-aree, suddivise al loro interno in temi principali:

– biodiversità, protezione del capitale naturale e ripristino degli ecosistemi (soluzioni basate sulla natura, difesa e ripristino del suolo, tutela delle risorse idriche, oceani e mari incluso marine plastic litter);

– uso efficiente delle risorse ed economia circolare (visione G20 su economia circolare con focus su tessile e moda sostenibile; città circolari; educazione e formazione);

– finanza sostenibile (focus su specifiche esigenze di finanziamento per la protezione ed il ripristino degli ecosistemi come contributo ai lavori G20 sulla forma futura del sistema finanziario globale).

Biodiversità e protezione del suolo

Per quanto riguarda la biodiversità, tra gli impegni promossi dal G20, il pieno utilizzo delle soluzioni basate sulla natura o degli approcci basati sull’ecosistema per affrontare la perdita di biodiversità, il ripristino dei terreni degradati. E ancora, prevenire, mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, fornendo al contempo molteplici vantaggi nei settori economico, sociale e ambientale. Inoltre, viene sempre più riconosciuto il ruolo delle soluzioni basate sulla natura o approcci basati sull’ecosistema, in settori economici e in tutti gli ecosistemi, comprese le aree urbane, per un orizzonte di sviluppo durevole ed ecocompatibile in grado di garantire nel contempo l’inclusione sociale, la protezione e la salvaguardia dell’ambiente.

I grandi del mondo hanno anche riconosciuto per la prima volta i risultati del recente rapporto Ipbes e Ipcc sul nesso tra biodiversità e cambiamento climatico lanciato il 10 giugno scorso. Sulla scorta di questa prima collaborazione tra le due massime autorità scientifiche internazionali, il G20 ha anche approvato la proposta di istituire un workshop su Nature-based Solutions (Nbs) e Ecosystem-based Approaches (EBAs) per condividere esperienze, casi studio, storie di successo, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul potenziale dei due approcci per affrontare le questioni del clima, della natura e del degrado del suolo e del territorio e indagare potenzialità, benefici e impatti.

Presentato e lanciato dalle maggiori economie del mondo anche un Network mondiale di esperti qualificati in campo ambientale. Il Network, ideato dall’Italia, servirà per avviare uno strumento di capacity building mondiale per aiutare enti gestori di aree protette e territori di eccellenza e ad elevato valore naturalistico riconosciuti dall’Unesco in ogni regione continentale attraverso azioni di conservazione, salvaguardia, gestione, formazione ed educazione.

Obiettivo del Network è, perciò, quello di sviluppare sul campo, a favore dei siti Unesco che ne faranno richiesta (con particolare attenzione ai siti maggiormente in difficoltà e in attuazione delle raccomandazioni degli organismi consultivi dell’Unesco come l’Iucn o lo Iugs) interventi puntuali per migliorare la gestione, ripristino e la resilienza ambientale, e per assicurare supporto tecnico specializzato in materia di conservazione e salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, prevenzione, mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, formazione, educazione e divulgazione ambientale a favore di giovani e comunità. A tal fine l’Unesco ha istituito un ”Fondo fiduciario multilaterale” aperto ad altri potenziali donor oltre all’Italia.

Nel comunicato del G20 ambiente si invitano i Paesi a promuovere azioni di recupero delle aree degradate in linea con il Target 15.3 dell’Agenda 2030, rinforzando le iniziative già avviate fino a raggiungere tendenzialmente il recupero di almeno i 50% delle aree già degradate. Viene sottolineata l’importanza della buona salute del suolo ai fini dell’ottenimento dei servizi epistemici collegati alle condizioni di vita e al contenimento dei rischi e richiesta l’inserimento di tali azioni nei piani per il post-Covid.

g20 cingolani
Il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani accoglie i delegati a Palazzo reale di Napoli per il vertice del G20. Napoli. 22 Luglio 2021 ANSA/CESARE ABBATE/

La protezione del mare

Per quanto riguarda la risorsa idrica, tra gli impegni l’accesso all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie; gestione integrata delle risorse idriche a scala di bacino e soprattutto transfrontaliera; tutela, conservazione, uso sostenibile ed efficiente delle acque promuovendo, ancora una volta, il ricorso alle Nature Based Solutions (NBS), Ecosystem Based Approaches (EBAs) e alle infrastrutture verdi e sostenibili.

Ci si impegna a promuovere approcci integrati per la gestione e uso sostenibile delle risorse idriche e per la tutela degli ecosistemi associati. Ci si impegna a promuovere collaborazione e cooperazione per la gestione sostenibile a scala di bacino adottando ove possibile NBS ed EBAs e condividendo tecnologie. Inoltre, ci si impegna a perseguire l’accesso equo all’acqua potabile e ai servizi igienici per tutti.

C’è poi il riconoscimento della problematica e impegno dei G20 ad intensificare le azioni, a tutti i livelli, volte alla conservazione, protezione, ripristino ed uso sostenibile dell’Oceano, mari e risorse marine attraverso l’identificazione di Area based management tools (ABMTs), incluse le Aree marine protette, che siano rappresentative ecologicamente ed equamente ed efficacemente gestite.

Viene inoltre confermato l’impegno assunto con la precedente presidenza saudita sulla tutela delle barriere coralline, come pure il riconoscimento del ruolo centrale delle Convenzioni ed organizzazioni regionali (Regional Sea Conventions ed RFMOs).

Supporto del G20 all’implementazione di politiche marittime sostenibili e, in particolare, di misure che agevolino i processi di transizione verso la decarbonizzazione ed efficienza energetica nei porti e nelle città costiere tra cui la designazione di Aree Speciali ed Aree ad emissione Controllata (Eca) attraverso l’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) e il supporto ai lavori in ambito Imo per la riduzione totale delle emissioni inquinanti provenienti dal settore marittimo entro il 2050.

Conferma degli impegni assunti sotto presidenza giapponese (Osaka Leaders’ Declaration) per l’eliminazione della pesca non sostenibile e, in particolare della cosidetta Illegal, Unreported and Unregulated fishing (IUU), oltreché di ogni sussidio dannoso alla pesca. Supporto dei G20 a concludere quanto prima il negoziato per un accordo internazionale giuridicamente vincolante che disciplini la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle acque al di là della giurisdizione nazionale.

Supporto dei G20 anche ai negoziati in corso in tema di attività di estrazioni minerarie sottomarine (International seabed mining) per lo sviluppo di una regolamentazione internazionale in linea con l’approccio precauzionale che assicuri la protezione dell’ambiente marino da eventuali effetti dannosi derivanti da tali attività.

Supporto dei G20 anche all’impegno della Commissione per la Conservazione delle Risorse marine viventi dell’Antartide a sviluppare un sistema rappresentativo di aree marine protette nell’area della Convenzione. Richiamato, nel testo del Communiqué, anche l’obiettivo 30/30, che ha visto il nostro Paese porre un altro passo nel percorso di adozione del Quadro Globale per la Biodiversità cosiddetto CBD post 2020. Per quanto concerne il Marine Litter, è stata riconosciuta la necessità di intensificare la collaborazione con il settore privato, le organizzazioni internazionali e le parti interessate pertinenti per stimolare la progettazione di alta qualità di prodotti durevoli e riciclabili, per accrescere la consapevolezza e per costruire le competenze in materia anche attraverso l’educazione ambientale.

Economia circolare

Adottata anche la vision per l’economia circolare per rafforzare la cooperazione multilaterale nell’innovazione circolare. Si punta a ridurre l’impronta ambientale e a raddoppiare la circolarità dei materiali con un obiettivo volontario da raggiungere entro il 2030. Questo rappresenta un contributo reale per raggiungere SDG 12, ovvero garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.

Riconosciuta l’importanza dell’inclusione dei giovani nei processi decisionali legati alle questioni ambientali; il ruolo fondamentale delle istituzioni nel garantire che le nuove generazioni siano sufficientemente sensibilizzate rispetto alla tutela dell’ambiente e possano sviluppare quelle competenze fondamentali per prendere parte ed accelerare la transizione verso un’economia circolare e verde.

Il Comuniquè riconosce la fondamentale importanza dell’educazione, nel perseguire questo duplice obiettivo e nel promuovere una maggiore responsabilizzazione dei giovani sulle tematiche legate al consumo e alle produzioni sostenibili. Il ruolo delle istituzioni deve orientare al sostegno della transizione ecologica ed economica e rafforzare il ruolo dei giovani come agenti del cambiamento. I Ministri responsabili dell’Ambiente si impegnano, anche coinvolgendo altri dicasteri per le loro competenze, a rafforzare la cooperazione e a promuovere, sia attraverso canali educativi formali che informali, misure efficaci per garantire che i cittadini più giovani diventino e rimangano rispettosi dell’ambiente.

Finanza sostenibile

Per quanto riguarda il tema della finanza verde o sostenibile, il Comunicato punta a rafforzare gli investimenti nelle attività del capitale naturale, promuovere sinergie tra i flussi finanziari destinati al clima, alla biodiversità e agli ecosistemi e allineare gli investimenti verso lo sviluppo e la crescita sostenibili. In particolare, attraverso il lavoro su una roadmap pluriennale sulla finanza sostenibile portato avanti dal Sustainable Finance Working Group del G20.

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