Welfare, quando le aziende si sostengono a vicenda

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ComeBack Welfare ha creato un network di aziende socialmente responsabili che si sostengono a vicenda. La versione originale di questo articolo  fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

“NEGLI ANNI HO SEMPRE partecipato in modo attivo a raccolte fondi per cercare di finanziare meravigliose idee di sostegno sociale, in particolare fondazioni di ragazzi con disabilità. Ho trovato un totale distacco tra la sfera professionale – provengo dal campo della metalmeccanica, come dipendente prima e come imprenditore poi – e la sfera personale. Di certo ci sono aziende illuminate che nutrono il territorio e che creano una certa integrazione tra i due mondi, ma sono poche, troppo poche”. Le parole del fondatore Domenico De Liso spiegano i presupposti dai quali ha preso corpo l’idea di ComeBack Welfare SB, che vuole essere un connettore tra le due realtà.

Come fare a riversare parte delle risorse dalle imprese alle persone, ma non attraverso un aumento della retribuzione? ComeBack Welfare SB ha creato un network di aziende socialmente responsabili che si sostengono a vicenda permettendo di strutturare e finanziare progetti di welfare aziendale e generando la sharing fee, una donazione (prevista dallo statuto sociale) a cui può unirsi anche il cliente.

Il funzionamento è semplice: un’azienda iscritta coinvolge la propria filiera di fornitori attraverso la piattaforma, recuperando così in modo sistematico dai fornitori che aderiscono una piccola percentuale del valore di ogni ordine che è stato emesso a loro favore; il ComeBack, pari all’1,5%.

Questo importo potrà dare vita a nuovi progetti di welfare aziendale a favore dei dipendenti. Il fornitore naturalmente potrà fare la stessa cosa; iscrivendosi potrà coinvolgere a sua volta la propria filiera e recuperare anche lui un budget da investire in progetti di welfare e in temi sociali.

Gli aspetti positivi per chi utilizza la piattaforma in modo attivo sono molti: aumentare i fondi da dedicare a iniziative di welfare e quindi accrescere il livello di produttività, aumentare il proprio ranking in termini di responsabilità sociale d’impresa, migliorare la brand reputation.

Parallelamente il fornitore ha un nuovo strumento per fidelizzare in modo trasparente ed etico il proprio cliente, condividendo oltre alla collaborazione professionale, anche una partnership sociale, realizzando progetti di welfare comuni (il famoso welfare per ciclo produttivo).

Inoltre, il fornitore potrà portare la fattura del ComeBack in deduzione fiscale al 100%, in quanto è una spesa che può configurarsi come sponsorizzazione di un progetto di welfare aziendale. Partecipare a ComeBack Welfare SB è gratuito; non ci sono costi di iscrizione o di settaggio della piattaforma. È previsto il pagamento di una commissione (pari allo 0,3 dell’1,5% recuperato) solo dopo la restituzione del ComeBack dai propri fornitori, restituzione che può avvenire a ciclo dell’ordine concluso, quando cioè il cliente ha saldato la fattura al fornitore. “Ci auguriamo che sempre più imprese si iscrivano e decidano di aiutarci a creare la più grande rete di aziende a sostegno del territorio” conclude De Liso.

La versione originale di questo articolo fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

 

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