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Decontribuzione Sud, proroga a dicembre 2022

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La Commissione europea ha autorizzato la proroga della decontribuzione per le assunzioni nelle regioni del Sud Italia, come ha reso noto Mara Carfagna, ministro per il sud e la coesione territoriale, che ha condotto in prima persona un’accesa battaglia sul tema. L’Ue ha quindi accolto la richiesta del governo, che puntava a far prorogare la scadenza, altrimenti prevista per il 30 giugno.

Ma adiamo per ordine. La misura, atta a garantire uno sgravio fiscale del 30% per le aziende private, era stata introdotta dal ‘decreto agosto’ del 2020, che prevedeva uno sgravio fiscale per le imprese operanti nel Mezzogiorno, a valere sull’intero anno. La ‘misura decontribuzione Sud 30%’ era nata col fine di tutelare i livelli occupazionali, riducendo gli effetti negativi determinati dall’epidemia Covid-19 sul lavoro dipendente, in particolare nelle regioni già ‘obiettivo uno’, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Con la legge di Bilancio 2021, l’esonero contributivo era stato esteso fino al 31 dicembre 2029, strutturando la proroga con una diminuzione progressiva del beneficio, che sarebbe dovuto restare invariato fino al 2025 e passare poi al 20% e 10% tra il 2026 e il 2029. Questa modifica era però vincolata  all’approvazione da parte della Commissione europea, che aveva invece accettato la proroga solo fino al 30 giugno 2022. La stesa Inps, che gestisce la misura, ne aveva comunicato ufficialmente la scadenza per la data giugno 2022.

Il Governo italiano si era quindi attivato affinché la decontribuzione proseguisse  anche oltre questa scadenza. “Si tratta – chiarisce la Carfagna – di una deroga temporanea alla disciplina europea sugli aiuti di Stato, giustificata dalle ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina. È una decisione che riconosce gli sforzi del governo per migliorare le condizioni economiche del Sud Italia, ridurre i divari tra le varie aree del Paese e promuovere investimenti e occupazione nelle regioni meridionali”.

La proroga consentirà alle imprese che operano nel Mezzogiorno di risparmiare una quota pari al 30% dei contributi da versare, che sarà a carico dello Stato. La scadenza della misura, prevista precedentemente per il 30 giugno, si sposta adesso al 31 dicembre 2022.

“Ringrazio il sottosegretario Vincenzo Amendola, che ha portato a termine con abilità e determinazione il negoziato, e la rappresentanza italiana a Bruxelles”, ha voluto sottolineare il ministro. “La ‘squadra Italia’ ha conseguito un risultato fondamentale per sostenere le imprese e lo sviluppo del Sud in questo momento complicato”.

I tecnici di Bruxelles hanno reputato “necessaria, appropriata e proporzionale”  la richiesta di proroga avanzata dal governo italiano, almeno rispetto alle difficoltà create al sistema produttivo del Mezzogiorno a causa dell’invasione russa in Ucraina . Gli effetti negativi rischiano di essere aggravati dal maggior impatto del costo dell’energia sul sistema produttivo, maggiore al sud che al Centro-Nord, accentuando la fragilità dell’economia meridionale. Il tutto mentre ancora si stanno ponendo le basi per creare nuove condizioni di sviluppo, grazie agli investimenti e alle riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Sono certa che il sistema produttivo – conclude Carfagna – saprà cogliere questa occasione. Resta l’intenzione di esplorare ogni strada per rendere la decontribuzione una misura strutturale, che sostenga lo sviluppo del Sud in un arco pluriennale”.

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