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Lusardi: Educazione finanziaria strumento per la ripresa economica

Annamaria Lusardi Fortune Italia
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La conoscenza finanziaria è un anticorpo alla vulnerabilità economica, recita il titolo dell’ultimo rapporto che il Comitato per l’educazione finanziaria ha realizzato insieme a Doxa. I risultati di quella indagine annuale confermano la correlazione tra fragilità finanziaria delle famiglie italiane e mancanza di conoscenza finanziaria. I dati ci dicono che chi ha maggiori conoscenze finanziarie ha anche maggiori capacità di far fronte a una spesa imprevista o di arrivare a fine mese con il reddito a disposizione. Per utilizzare un’immagine che mi piace molto, la conoscenza finanziaria ci offre una corazza, uno scudo per proteggerci meglio dai colpi della crisi. I nuovi dati che saranno disponibili fra poco confermano questi risultati anche per il 2022.

Con una raccomandazione sull’alfabetizzazione finanziaria rivolta agli Stati, l’OCSE ha recentemente riconosciuto nella conoscenza finanziaria uno strumento fondamentale per la ripresa economica. Non è un caso che proprio a ridosso delle crisi che si sono succedute negli anni, l’educazione finanziaria sia entrata nell’agenda dei governi anche in Europa oltre che in molti Paesi nel mondo. Anche l’Italia ha da anni una strategia nazionale per l’educazione finanziaria.

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre riceve Annamaria Lusardi, Direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento dell’educazione finanziaria, Roma, 24 ottobre 2018. ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA UFFICIO STAMPA QUIRINALE

Le crisi hanno sortito l’effetto di aumentare la consapevolezza dell’importanza dell’educazione finanziaria, perché hanno mostrato i costi della mancanza di conoscenza, per gli individui e per la società. Basti pensare, ad esempio, all’esperienza degli Stati Uniti nel 2007-2008 con i mutui subprime. Le crisi hanno messo in evidenza, però, anche i benefici dell’educazione finanziaria. È nei momenti di crisi, che possiamo ad esempio mettere alla prova la nostra resilienza: come investitori, misuriamo la nostra capacità di mantenere i nervi saldi proprio quando la volatilità dei mercati è maggiore, quando la paura potrebbe spingerci a prendere decisioni sbagliate che minacciano il nostro benessere. È nell’emergenza che il risparmio viene a soccorrerci. Ed è nei momenti più difficili che comprendiamo l’importanza di gestire bene i rischi. Rischi che oggi sono in continuo aumento. Pensiamo alle conseguenze sulle nostre finanze personali e su quelle pubbliche dell’emergenza climatica o ai rischi legati alla tecnologia e al digitale. 

Così come avviene per la salute, anche quando si tratta della gestione del nostro denaro, la prevenzione è meglio della cura. Ed è anche meno costosa. I costi dell’educazione finanziaria sono relativamente bassi, come emerge da un recente studio che abbiamo condotto al centro di ricerca GFLEC, e che analizza l’efficacia dei programmi di educazione finanziaria in ben 33 Paesi nel mondo. Conoscere le buone abitudini per prenderci cura della nostra salute ci aiuta a evitare di dover adottare rimedi più invasivi e onerosi, che pesano sul nostro benessere personale, e sulle finanze pubbliche. Lo stesso vale per la finanza:  conoscere le regole di base è necessario per evitare di fare errori, per costruire un equilibrio finanziario personale e mantenerlo nel tempo. Nella salute e in finanza, l’ignoranza presenta sempre un conto molto salato.

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L’educazione finanziaria però, ripeto spesso, non è una risposta alla crisi, ma al mondo che cambia. E sono le grandi trasformazioni in corso nella nostra epoca ad aver reso le conoscenze finanziarie necessarie ed essenziali per partecipare alla società. Abbiamo sì la fortuna di vivere più a lungo rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, ma dobbiamo anche fare i conti con un mercato del lavoro sempre più competitivo e con sistemi pensionistici in costante evoluzione. E gli stessi mercati finanziari sono molto più complessi rispetto al passato. 

Queste trasformazioni ci riguardano tutti, non solo come cittadini, ma come comunità, perché rischiano di amplificare i divari tra chi ha di più e sa di più, e chi è finanziariamente più fragile e ha meno conoscenze. Questi cambiamenti rischiano di lasciare ancora più indietro i gruppi finanziariamente più vulnerabili della società, come le donne e i giovani, che sono anche i gruppi in cui si registra un livello di conoscenze finanziarie inferiori. 

La conoscenza finanziaria, e la conoscenza in generale, può diventare una leva di riequilibrio delle disuguaglianze se l’istruzione e la formazione sono accessibili a tutti. Spetta ai policy maker far sì che le conoscenze, al pari delle risorse economiche, siano equamente distribuite. Politica economica e politica educativa sono sempre più interconnesse, perché l’investimento nel futuro passa anche e soprattutto dall’investimento in formazione, dalla democratizzazione del sapere, necessario per orientarsi nel mondo che ci circonda, per accedere alle opportunità offerte dal mercato, per esercitare i propri diritti e i propri doveri di cittadini, di risparmiatori e di consumatori. Investire in educazione e in formazione significa progettare politiche che guardano alla sostenibilità e alla crescita nel breve e nel lungo periodo.  E’ quello di cui il Paese ha fortemente bisogno.

*Annamaria Lusardi, laurea in Economia Politica alla Università Bocconi, studi alla Università di Princeton negli Stati Uniti, dove ha conseguito il Dottorato in Economia nel 1991. Ha iniziato la carriera accademica al Dartmouth College, negli Stati Uniti, dove è diventata professore associato, poi ordinario ed infine detentrice di una cattedra di Economia. Dal 2010 è alla George Washington University Business School, nella capitale Americana, dove ha acquisito il titolo di University Professor e dove ha fondato e dirige un centro di ricerca sull’alfabetizzazione finanziaria, il Global Financial Literacy Excellence Center (GFLEC). I suoi lavori di ricerca sono da anni focalizzati sulla misurazione della conoscenza finanziaria e gli effetti dell’alfabetizzazione finanziaria. La conoscenza finanziaria, secondo gli studi della professoressa Lusardi, è uno strumento importante per combattere le diseguaglianze, la povertà e l’insicurezza economica. Da anni lavora in vari paesi e collabora con organismi internazionali, quali l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria, in particolare fra i gruppi più deboli, quali i giovani, gli anziani e le donne. Da tempo svolge l’incarico di direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria in Italia. Nel 2020 le è stato assegnato il premio MPW – Most Powerful Women di Fortune Italia, “per essersi contraddistinta nella promozione dell’alfabetizzazione finanziaria presso le frange sociali più disagiate”. Qui per ascoltare il podcast “Educazione Finanziaria: partire dalle basi”, in cui è stata ospitata Annamaria Lusardi.

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