Istat: Pil in lieve calo nel secondo trimestre, rincara il carrello della spesa: ad agosto +3,5%

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L’Istat conferma che nel secondo trimestre del 2025 il Pil italiano ha registrato un leggero calo dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto allo stesso periodo del 2024, invece, il Pil cresce dello 0,4%. La crescita acquisita per l’intero anno, cioè quella che si otterrebbe se il Pil rimanesse stabile fino a dicembre, resta pari allo 0,5%, confermando quanto diffuso lo scorso luglio. Questo calo segna un’inversione di tendenza rispetto al +0,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno, indicando una fase di rallentamento dell’economia.

Consumi e investimenti: dove si ferma la crescita

La flessione del Pil è dovuta soprattutto alla stabilità dei consumi delle famiglie e della pubblica amministrazione, che non hanno registrato variazioni significative. Gli investimenti, invece, hanno dato un contributo positivo pari a 0,2 punti percentuali, mentre la variazione delle scorte ha sostenuto la crescita per 0,4 punti. La domanda estera netta ha avuto un impatto negativo di 0,7 punti, con esportazioni in calo dell’1,7% e importazioni in aumento dello 0,4%. Tra i settori economici, calano agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,6%) e industria (-0,3%), mentre i servizi restano stazionari.

Istat: inflazione in rallentamento, ma il carrello della spesa cresce

Ad agosto, afferma l’Istat, l’inflazione rallenta all’1,6% su base annua, contro l’1,7% di luglio, con un aumento mensile dello 0,1%. Nonostante il rallentamento generale, i prezzi dei beni alimentari e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, il cosiddetto “carrello della spesa”, continuano a crescere (rispettivamente +3,5% e +2,4%). La riduzione dell’inflazione generale è dovuta soprattutto al calo dei prezzi dell’energia, sia regolamentata (da +17,1% a +12,9%) sia non regolamentata (da -5,2% a -5,9%). Crescono invece, secondo l’Istat, i prezzi dei servizi, in particolare quelli ricreativi, culturali, per la cura della persona e dei trasporti.

Inflazione di fondo e prospettive 2025

L’inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi, accelera leggermente a +2,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici sale a +2,3%. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua moderatamente, mentre quella dei servizi si amplia, portando il differenziale inflazionistico a +2,1 punti percentuali. La variazione acquisita dei prezzi per il 2025 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +2,1% per la componente di fondo. Secondo gli esperti, questi dati indicano un’economia stabile ma lenta, con pressioni inflazionistiche più forti sui beni di consumo quotidiano, mentre l’energia e i servizi regolamentati tendono a mitigare l’impatto complessivo.

Poste Italiane Dic 25

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