La Cina sta realizzando nuovi impianti di produzione energetica a una velocità senza precedenti per alimentare l’esplosione dell’intelligenza artificiale, mentre negli Stati Uniti la rete elettrica mostra crescenti difficoltà nel sostenere l’espansione dei data center, con conseguenti ritardi e cancellazioni di progetti.
“Penso che dovremmo essere davvero preoccupati”, ha dichiarato JB Straubel, cofondatore di Tesla, durante la conferenza Fortune Brainstorm Tech ad Aspen. “Credo che la rete non sia in grado di reggere”, ha aggiunto Straubel, che ha lasciato Tesla nel 2019 per fondare e guidare Redwood Materials, azienda specializzata nel riciclo delle batterie. “Il ritmo di crescita della domanda energetica è senza precedenti”.
La sfida energetica dell’era dell’AI
Straubel e Redwood stanno guardando con sempre maggiore interesse al settore energetico. Nata con l’obiettivo di riciclare le batterie dei veicoli elettrici, l’azienda sta ora espandendo le proprie attività verso la realizzazione di sistemi di accumulo energetico destinati sia ai grandi operatori tecnologici sia alla rete elettrica.
Con una domanda di elettricità negli Stati Uniti destinata ad aumentare tra il 50% e l’80% tra il 2024 e il 2050, a seconda delle stime, la necessità di nuove fonti di energia diventa sempre più urgente.
Questa settimana Redwood ha annunciato una nuova partnership con General Motors per utilizzare batterie riciclate provenienti da veicoli elettrici al fine di alimentare gli impianti produttivi dell’azienda automobilistica, mentre GM continua a investire nella prossima generazione di tecnologie per batterie.
Secondo Straubel, il settore avrà bisogno sia di una rapida espansione della rete sia di soluzioni energetiche locali e autonome per affrontare le sfide future. “Stiamo vivendo una sorta di rinascimento dell’industria energetica”, ha affermato, sostenendo che i problemi più grandi spesso generano le innovazioni più significative.
Sfruttare meglio la rete esistente
Una visione più ottimistica è arrivata da Dana Guernsey, cofondatrice e amministratrice delegata di Voltus. “La rete non può ancora sostenerlo”, ha dichiarato durante il panel, sottolineando con enfasi quel “ancora”. “L’energia è ormai uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo dell’economia dell’AI. È fondamentale riuscire a ottenere di più dalla rete attuale”.
Per questo Voltus punta sulla gestione intelligente della domanda energetica e sulle cosiddette centrali elettriche virtuali. L’azienda incoraggia clienti industriali e residenziali a consentire all’intelligenza artificiale di gestire alcuni consumi, come i termostati, nei momenti di massimo carico, e a reimmettere nella rete eventuali surplus di energia rinnovabile disponibili. In questo modo contribuisce a ridurre i consumi complessivi e a contenere i prezzi dell’elettricità, svolgendo di fatto una funzione simile a quella di una centrale elettrica.
Guernsey ha inoltre sottolineato che vincere la corsa all’IA non dipenderà soltanto dall’aumento della produzione energetica, ma anche dalla capacità di sfruttare meglio le infrastrutture già esistenti. “La rete dispone di un enorme margine inutilizzato”, ha spiegato. “Le persone hanno bisogno di energia immediatamente”.
In caso contrario, ha avvertito, “il settore energetico procede al ritmo della regolamentazione, mentre quello tecnologico si muove al ritmo dell’innovazione. È un problema enorme”.
Anche il nucleare entra in gioco
Toni positivi sono arrivati anche da Tori Shivanandan, direttrice operativa di Radiant, società impegnata nello sviluppo di microreattori nucleari portatili. “Quando siamo con le spalle al muro, costruiamo. Ed è esattamente quello che l’America sta facendo oggi”, ha dichiarato.
Per Straubel, un eventuale fallimento della rete elettrica non significherebbe semplicemente blackout o interruzioni di corrente. Significherebbe soprattutto progetti rinviati e data center costruiti all’estero anziché negli Stati Uniti. Attualmente oltre la metà dei progetti di data center risulta già in ritardo rispetto ai programmi.
“Questo significa perdita di competitività. Se non saranno gli Stati Uniti a ospitare questi investimenti, per me sarà un fallimento. Avremo perso il nostro vantaggio competitivo”.
Servono molti più sistemi di accumulo
Straubel ha evidenziato come i sistemi di storage energetico tramite batterie stiano crescendo rapidamente e consentano l’integrazione di tutte le fonti energetiche, dai combustibili fossili al nucleare fino alle rinnovabili.
Tuttavia, secondo il manager, la rete elettrica avrebbe bisogno di una capacità di accumulo circa 100 volte superiore a quella attuale per sostenere le esigenze future.
Convincere l’opinione pubblica
I relatori hanno inoltre sottolineato la necessità di conquistare il consenso dell’opinione pubblica, mentre cresce la resistenza verso la costruzione di nuovi data center e aumenta il numero di cittadini che li ritiene responsabili dell’aumento delle bollette elettriche.
Secondo Straubel, il settore deve spiegare meglio quali benefici concreti l’intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali stanno generando per la società e per i consumatori. L’obiettivo è fare in modo che i data center non vengano più percepiti come una sorta di “uomo nero” o come una “stella della morte che continua ad assorbire energia”.
Guernsey ha aggiunto che anche i grandi operatori tecnologici devono fare di più per sostenere economicamente i costi dell’espansione energetica. “Stiamo attraversando una grave crisi di accessibilità economica”, ha affermato. “Man mano che l’elettricità diventa più scarsa, entrano inevitabilmente in gioco le leggi dell’economia”.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
