Ubi, utile netto nove mesi a 210 milioni

Nei primi nove mesi dell’anno Ubi banca ha registrato un utile netto di 210,5 milioni contro gli 86,2 milioni dei primi 9 mesi del 2017, al netto di 616,2 milioni di ‘capital gain’ derivante dall’acquisizione delle 3 banche. Al 30 settembre il Cet1 fully loaded era all’11,42%, invariato rispetto a giugno 2018 “nonostante l’impatto dell’ulteriore allargamento degli spread sulla riserva di valutazione dei titoli in portafoglio”. L’utile contabile del solo terzo trimestre è di 1,6 milioni “influenzato dagli oneri straordinari legati al piano Industriale (oneri relativi all’accordo sindacale firmato a settembre 2018 per 36,9 milioni netti) e dalle perdite relative alla cessione delle tranches della cartolarizzazione di sofferenze (43,8 milioni netti)”, spiega la banca. Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile netto del terzo trimestre è di 38,5 milioni. La raccolta totale è a 192,7 miliardi.

Per i prossimi mesi Ubi banca “conferma l’obiettivo di contenimento degli oneri operativi, in anticipo rispetto alle previsioni di piano industriale” e “prevede di mantenere il trend di riduzione del costo del credito rispetto al 2017”. Lo si legge nel comunicato sui conti dei primi nove mesi dell’anno nel quale si conferma anche “la previsione di realizzare una operazione di cessione di sofferenze (senza cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019”. La banca stima anche che “data la situazione di incertezza sui mercati, l’evoluzione del margine di interesse nell’ultimo trimestre del 2018 dipenderà dall’esito della politica di repricing degli impieghi alla clientela e dall’evoluzione del costo del funding a medio-lungo termine” e “si prevede che le commissioni nette beneficino della consueta e positiva stagionalità che caratterizza l’ultima parte dell’esercizio”, conclude Ubi.