17 Luglio 2019

Dentro l’economia del monopattino

Fortune

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L’intervento normativo recente consente di disciplinare un settore con un grande potenziale. In Italia, il primo operatore del monopattino è Helbiz.

I bambini ne vanno matti: per loro, stare in equilibrio su una tavola a due ruote è un esercizio quasi naturale. Per un adulto, sfrecciare su un monopattino è leggermente più difficile, ma una volta acquisita dimestichezza si apprezzano tutti i vantaggi del mezzo: meno impegnativo di una bicicletta, molto più veloce di una camminata, permette di spostarsi in modo ecologico. I monopattini, gli hoverboard (la pedana con due ruote), i segway (un hoverboard con il manubrio), e i monowheel (una specie di pattino con una grande ruota), sono i mezzi della cosiddetta ‘micromobilità’, oggetto di un recente decreto attuativo del Ministero dei Trasporti che, come già stabilito dalla Legge di Bilancio 2019, ha deciso di colmare la lacuna del codice della strada per dare il via libera alle sperimentazioni in città. Le startup che si erano già buttate nel mercato dei monopattini – che, secondo la nostra analisi sul nuovo numero di Fortune Italia, promette di esplodere – possono tirare dunque un sospiro di sollievo: se finora questi mezzi circolavano in una situazione di limbo legale, ora ci sono regole chiare a disposizione dei produttori e delle amministrazioni comunali, che dovranno definire le aree di circolazione.

Il decreto è stato firmato dal ministro Danilo Toninelli il 4 giugno 2019: la sperimentazione comincerà già in estate, previa delibera delle amministrazioni comunali. Monopattini e affini potranno circolare in ambito urbano, su aree pedonali a velocità inferiori a 6 km/h, percorsi pedonali e ciclabili, strade con il limite di velocità a 30 Km/h. Tutti i mezzi devono essere dotati di regolatore di velocità configurabile in funzione dei limiti previsti. Quei comuni che inseriranno servizi di noleggio di monopattini o segway, dovranno definire aree apposite per la sosta e lo scambio dei mezzi, per evitare che vengano abbandonati sui marciapiedi con intralcio ai pedoni. I mezzi di micromobilità dovranno essere certificati secondo la direttiva europea, ed avere luci anteriori e posteriori per essere usati anche dopo il tramonto: qualora ne fossero sprovvisti, nelle ore di buio sarà necessario trasportarli a mano.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di luglio.

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