21 Agosto 2019

Italia capitale delle ‘bancarelle’. Un’impresa su 4 è ambulante

Fortune

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Commercio al dettaglio itinerante: non una nicchia di mercato, ma una realtà consolidata che occupa una posizione non indifferente nel panorama italiano. Ci si comprano fiori o prodotti alimentari, tessuti artigianali o bigiotteria; il più delle volte il venditore è straniero, ma in alcune realtà i banchi sono quasi tutti italiani. È l’Italia degli ambulanti, i cui banchetti non sono solo l’appuntamento del week end per gli appassionati di mercati e mercatini, ma costituiscono sempre più una frangia di spessore nel settore, con 183 mila operatori, pari al 22% (quasi una su quattro) di tutte le imprese commerciali, attività che per la stragrande maggioranza (175 mila, il 95%) sono micro-imprese individuali. A dare la dimensione di questo fenomeno sono i dati elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, che fotografano la situazione al 30 giugno.

Ne emerge che, in base alla classifica per incidenza delle imprese ambulanti sul totale delle imprese commerciali, Castel Volturno (Caserta) risulta il comune con la maggior concentrazione di banchi ‘itineranti’ (2 imprese su 3), seguito da San Giuseppe Vesuviano (Napoli), 58,5%, e Quartu Sant’Elena (Cagliari), 49,2%.

A trainare il settore è la forte presenza di operatori stranieri tra gli imprenditori (il 56%, poco meno di 100 mila unità). E la forte concentrazione di queste attività si accompagna spesso alla prevalenza di una specifica nazionalità di nascita degli imprenditori: ad esempio, a Caserta il 68,2% viene dal Senegal, a Reggio Calabria il 65,1% è marocchino e a Castel Volturno prevalgono i nigeriani (58,1%). Ma a guardare bene i singoli territori, si trovano anche realtà in cui la quota di ambulanti italiani è schiacciante rispetto agli stranieri: accade ad Andria, dove gli italiani raggiungono il 95,3%, ma sono preponderanti anche a Enna (82,1%), a Bari e Brindisi (oltre il 70%) o a Torino (66%). Sono invece in netta minoranza gli ambulanti italiani a Catanzaro, Reggio Calabria e Caserta (appena uno su cinque). Tra i paesi di provenienza dei venditori stranieri, a fare la parte del leone è il Marocco, che concentra quasi il 40% degli ambulanti stranieri a livello nazionale, seguito da Senegal e Bangladesh.

A livello territoriale, si nota una forte concentrazione (quasi il 40% delle imprese ambulanti) in tre sole regioni, Campania, Lombardia e Sicilia. Mentre è in Calabria, Sardegna e Toscana che si ha la maggiore concentrazione (tutte sopra il 25%) di imprese ambulanti sul totale del commercio al dettaglio.

Per quanto riguarda infine i settori, i più numerosi sono i banchetti non alimentari (38%), in particolare il comparto abbigliamento, seguiti da quelli di fiori, cosmetici e chincaglieria (‘altri prodotti’, 37%), mentre sono poco meno di uno su cinque (18,5%) quelli alimentari.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscrivti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selelezione degli articoli di Fortune.