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21 Agosto 2020

La settimana, storie e analisi: la trappola dello smart working

Fortune

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Notizie, approfondimenti e commenti della newsletter di questa settimana (ci si registra qui): la trappola dello smart working; intervista a Raffaele Fitto; il Dottore e la sua Fiat; l’etica delle supply chain; il nuovo appello di Draghi.

 

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L’opinione

Di Fabio Insenga

 

 

Il lavoro può e deve essere più ‘intelligente’. Obiettivi concreti, meno controlli e più risultati. E anche la flessibilità nella presenza fisica, con conseguente risparmio di costi per le aziende e guadagno di tempo per i lavoratori, è una strada finalmente tracciata. Nessun dubbio sulle potenzialità dello smart working. Altra cosa è l’home working, il lavoro da remoto, sperimentato per causa di forza maggiore nei mesi di lockdown. La rinuncia al luogo fisico di lavoro, l’impossibilità di avere un contatto diretto, la distanza imposta tolgono risorse e rischiano di mortificare il lavoro. E le scelte fatte in questo senso da tante aziende, che hanno frettolosamente sfruttato l’onda lunga del Coronavirus per chiudere sedi, disdire contratti di locazione e abbandonare i presidi sul territorio, aprono una serie di problemi. La versione distorta del concetto stesso di smart working rischia di diventare una trappola.

 

 

Trovate qui l’opinione integrale.

f.insenga@magentamedia.it

 

 

Le altre storie della settimana

 

 

Politica
Fitto: lo Stato nell’ex-Ilva? Si allunga il brodo

 

Dal dossier dell’ex-Ilva, i cui gestori Arcelor-Mittal hanno appena prolungato la cassa integrazione ordinaria per i dipendenti, arrivando al dramma della Xylella, che oltre alle enormi perdite di produzione agricola, sta causando in questi giorni ingenti incendi nel Salento. I nodi di politica economica e industriale che la Puglia deve affrontare non sono pochi. A questi si aggiunge la crisi generale che ha portato l’emergenza Covid. Per risolvere i dossier economici della Regione, Raffaele Fitto, candidato del centro-destra alle elezioni regionali, guarda a quello che secondo lui è un potenziale inespresso: le opportunità offerte dall’Europa nei confronti delle Regioni.

 

 

Imprese
Cesare Romiti, il Dottore e la ‘sua’ Fiat

La storia di Cesare Romiti in Fiat passa per alcuni snodi decisivi. Vive una difficile convivenza al vertice con Umberto Agnelli e Carlo De Benedetti senza mai perdere la fiducia incondizionata e l’appoggio dell’Avvocato. L’uscita di De Benedetti, controversa anche nelle successive ricostruzioni di parte, apre comunque una stagione di ‘pieni poteri’ per Romiti. Si concretizza, anche formalmente, pochi anni dopo con il passo indietro a cui è costretto Umberto Agnelli. Siamo al 1980, alla marcia dei quarantamila, ai quadri e dirigenti Fiat che sfilano contro i picchetti dei sindacati in sciopero. Nel bene, e nel male, è la Fiat di Romiti, del Dottore, come lo chiamano a Torino.

 

 

Imprese
L’etica delle supply chain e i pericoli della crisi

 

 

Se con il Covid lo scenario di filiera sarà sotto-stress c’è un aspetto che può seriamente incrinare i rapporti tra Pmi e grande (a volte unico) cliente. Con i tagli di bilancio, la riduzione della domanda, è plausibile che i grandi gruppi possano andare a ridurre i loro margini di spesa sull’intera filiera. A questo può aggiungersi una domanda di scontistica ulteriore, da parte della grande azienda, sull’intera filiera. Come potrebbe reagire una Pmi? Per tenere i suoi margini potrebbe essere tentata di approvvigionarsi da fornitori eticamente o legalmente poco affidabili.

 

 

Economia
Il nuovo appello di Draghi

Da un intervento chiave a un altro. In pieno lockdown e oggi, con una faticosa ricostruzione tutta da portare avanti. Mario Draghi, così come ha fatto dalle colonne del Financial Times per dire che era il momento di lasciar correre il debito pubblico per affrontare la crisi innescata dal Covid-19, al meeting di Rimini sceglie parole chirurgiche, per un richiamo fermo: dobbiamo fare di più per i nostri giovani.

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