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Mostra del Cinema di Venezia 2022, i protagonisti dell’edizione della rinascita

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Venezia celebra i 90 anni della Biennale e i 79 della Mostra del Cinema, in programma al Lido dal 30 agosto al 10 settembre, presentando un programma che dovrà dare il via a una nuova stagione, quella della rinascita. Una ripresa che manca da due anni e mezzo.

“Siamo una finestra sul mondo, ma certe cose non vorremmo vederle, la libertà di espressione negata in Medioriente, la guerra in Ucraina o la negazione a una cineasta turca di girare un documentario sociale. La Mostra è attenta e sensibile a tutto ciò, non è una bolla indipendente e staccata dalla realtà contemporanea”, dichiara il direttore artistico Alberto Barbera al fianco del presidente Roberto Cicutto. In linea con le edizioni precedenti, hanno dato vita a un cartellone ricco e articolato, tra impegno sociale, titoli attesi, anteprime mondiali e gusto per l’estetica cinematografica sperimentale.

Tante opere prime e indipendenti, talenti scovati in ogni parte del mondo, con tematiche di grande attualità, come la storia vera dei suicidi dei soldati israeliani impegnati nella guerra civile israelo-palestinese. E poi ancora, frustrazioni sociali, violenza, xenofobia, e dall’Ucraina un film alla Kusturica, una commedia ‘Lussemburgo-Lussemburgo’, allegoria dei nostri giorni.

Particolarmente fertile la cinematografia iraniana, presente alla Mostra con quattro film che riflettono la società iraniana oggi.

Piccole commedie balcaniche che raccontano, ad anni di distanza, l’assedio di Sarajevo; il lungometraggio sulla vita delle mogli dei jihadisti girato nel Kurdistan iracheno; senza rinunciare al cinema di genere, giallo e thriller in particolare.

Le star. Penélope Cruz (con due film), Elodie che debutta come attrice, Isabelle Huppert, Javier Bardem, Chris Rock (quello del pugno preso da Will Smith sul palco degli Oscar), Alessandro Borghi (in una coproduzione italo-inglese ‘The hanging sun’, tratto dal romanzo di Jo Nesbø), Christoph Waltz, Willem Dafoe, Casey Affleck, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Colin Farrell, Hugh Jackman, Anthony Hopkins e numerosi altri che verranno annunciati nei prossimi giorni.

Il cinema italiano ruggisce. A cominciare da ‘Sergio Leone, l’italiano che inventò l’America’ nel programma documentari, diretto da Francesco Zippel e dedicato al leggendario regista.

Benedetta Porcaroli è probabilmente alla sua migliore interpretazione, nel cast del film Amanda con Giovanna Mezzogiorno, mentre Edoardo Pesce è uno strano poliziotto nella Roma notturna in ‘Notte fantasma’. Il regista Pippo Mezzapesa dirige ‘Ti mangio il cuore’ con l’esordio della cantante Elodie in veste drammatica, faide famigliari nel Sud Italia. Gianfranco Rosi dirige In viaggio, documentando alcuni tra i più significativi viaggi di Papa Francesco in giro per il mondo negli ultimi anni, con il valore dei pellegrinaggi della Chiesa di Bergoglio e il suo pensiero.

Grandi anteprime. Il nuovo film di Lars von Trier, la nuova serie di Nicolas Winding Refn (il regista danese di ‘Drive’, con Ryan Gosling), il nuovo documentario di Oliver Stone ‘Nuclear’, che farà molto parlare per le sue tesi controcorrente. Il postumo ‘Call of Dog’ di Kim Ki-duk, recentemente scomparso, che proprio a Venezia si era rivelato vincendo anche un Leone d’Oro. ‘Master Gardener’ del Leone d’Oro alla carriera di quest’anno, Paul Schrader. ‘Siccità’ di Paolo Virzì che può sembrare un instant-movie su questa terribile estate, ma è in realtà una metafora dei nostri tempi. E ancora: il Truman show di Olivia Wilde che dirige ‘Don’t worry darling’.

In concorso. Gianni Amelio dirige ‘Il signore delle formiche’, sul caso Braibanti con Luigi Lo Cascio ed Elio Germano prodotto da Marco Bellocchio; ‘L’immensità’, di Emanuele Crialese (grande regista italiano che fa pochissimi film, si pensi a ‘Terraferma’ e ‘Respiro’); ‘Blonde’ il chiacchieratissimo film Netflix su Marilyn Monroe; ‘Bardo’ di Alejandro Inàrritu; ‘Bones and all’ di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet e Taylor Russell film italiano ma girato nel MidWest su un’America di provincia ai margini e vittima del sogno americano; ‘Argentina 1985’ di Santiago Mitre sul processo agli orrori della dittatura; ‘Chiara’ di Susanna Nicchiarelli sul personaggio di Santa Chiara; ‘No bears’ di Jafar Panahi attualmente detenuto in carcere in Iran come dissidente politico e girato clandestinamente;  ‘The son’ di Florian Zeller con Hugh Jackman e Anthony Hopkins (opera seconda del regista dopo ‘The Father’).

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