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Fortunato Costantino (Q8): oggi le sfide della concorrenza si giocano sulla sostenibilità | VIDEO

Le sfide della competititività e della concorrenza si giocano oggi sul versante della sostenibilità. I mercati premieranno le aziende che si muoveranno nell’ottica della sostenibilità tecnologica, energetica e sociale. Abbiamo analizzato lo scenario e le prospettive future con il direttore delle risorse umane, affari legali e societari di Q8.

Direttore, partiamo dalla scelta di Q8 di integrare i fattori Esg in tutte le strategie aziendali. Quali risultati concreti ha già portato?

È un approccio che risponde alla volontà di Q8 di garantire prospettive di continuità al proprio business (1) e al proprio capitale umano. E non avrebbe potuto essere diversamente, perché i mercati di oggi e quelli del futuro premieranno le aziende le cui strategie aderiranno agli obiettivi di sviluppo sostenibile e al paper della Commissione europea ‘Industria 5.0’, che prefigura un’impresa antropocentrica, resiliente e sostenibile.

La congiuntura economico-finanziaria internazionale ha fatto emergere l’importanza del fattore energetico come ‘indice del benessere collettivo’. Quali le misure che avete messo in campo?

Il nostro approccio è orientato verso la necessità strategica di essere competitivi generando valore anche per le comunità e i territori, grazie a mix energetici alternativi. Si tratta di ripensare il modello di business favorendo la transizione da un paradigma tradizionale ad uno innovativo, operando scelte strategiche in linea non solo con i nuovi obblighi normativi ma con un sistema valoriale che produca benessere per l’ambiente, per il territorio e la collettività. Mi riferisco in particolar modo ai così detti clean fuels, come Ev charging, biofuel e in futuro l’idrogeno.

‘Ripensare le fondamenta culturali dell’organizzazione del lavoro’. Lei ritiene che questo sia un approccio necessario nell’ottica di una crescita sostenibile del business?

Se parliamo di approccio sostenibile dell’impresa non possiamo dimenticare che questa, al pari della società o di altre dimensioni collettive, è innanzitutto una comunità costituita da individui, e ciò presuppone che anche l’organizzazione del lavoro sia ispirata alla valorizzazione del capitale umano e alla sostenibilità sociale. Questo significa contribuire, dall’interno dell’impresa, a creare le condizioni del benessere umano. Per un’organizzazione del lavoro socialmente sostenibile occorre in particolare cambiare il mindset di chi guida l’azienda, serve un nuovo approccio culturale a cominciare dai livelli più alti del management. La leadership della sostenibilità sociale è lontana dal modello fordista o taylorista dell’impresa, perché non è direttiva o di comando, ma è empatica, centrata sulla capacità di ascolto attiva: la letteratura delle risorse umane la definisce ‘leadership autentica’. Il segreto è la capacità di entrare in contatto con le persone, di valorizzare il proprio team consentendo a tutti di sentirsi parte integrante di una strategia e di una comunità, e di esprimere sé stessi mettendo a disposizione dell’azienda i propri talenti personali e professionali.

Parliamo di obiettivi Esg: il fattore S – social – riveste un ruolo importante nell’ottica dello sviluppo delle strategie aziendali di Q8?

Se andiamo a guardare ciascuno degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in ognuno di essi troviamo un elemento spiccato di impatto sociale, che orienta la strategia di sostenibilità dell’azienda. Le imprese devono essere innovative, aperte agli obiettivi della transizione energetica, attente all’ambiente e in grado di generare valore sociale per le comunità su cui impatta la loro attività. Mi piace dire che la sostenibilità sociale è ‘la mano invisibile’ del mercato preconizzata da Adam Smith, per cui se l’impresa tende soltanto alla massimizzazione del profitto senza restituire valore sociale ai propri stakeholder di riferimento è destinata a perire, restando fuori dalle logiche della nuova competizione che premiano aziende realmente sostenibili destinate, per questa via, ad accrescere i propri livelli di competitività e profittabilità oltre che  la propria corporate reputation.

Innovazione tecnologica e offerta Multienergy: quali sono i vantaggi connessi?

Questo approccio consente di offrire un nuovo mix energetico che è in grado di soddifare i bisogni, variegati, espressi dai consumatori. Quando si ragiona in termini di transizione energetica bisogna immaginare il passaggio a fonti energetiche che siano alla portata di tutti. L’accesso all’energia (2) equamente distribuito è un ulteriore modo di garantire la partecipazione di tutti i cittadini alla vita democratica del Paese.

Parliamo anche di wellbeing aziendale: un nuovo approccio che cambia la cultura del lavoro in maniera radicale. Di cosa si tratta?

La wellbeing strategy aziendale è lo strumento privilegiato per costruire una organizzazione del lavoro (3) socialmente sostenibile. Significa monitorare l’andamento dei bisogni e modificare l’offerta di benessere in base alle necessità rilevate. Q8 ha recentemente introdotto la Sustainable Job Guide, ispirata al principio del rispetto e della gentilezza nella relazione tra colleghi e nella gestione del tempo di lavoro e privato: i talenti di una persona non si misurano solo sulla performance ma anche sulla capacità di contribuire alla qualità del tempo passato in azienda. Inoltre il giusto equilibrio tra vita professionale e vita privata, è uno degli obiettivi primari di sostenibilità sociale da realizzare attraverso interventi di change management, soprattutto considerando che a causa degli impatti delle nuove tecnologie, viviamo in una dimensione di ‘connection always on’ che determina dei fenomeni significativi di worklife-blending, opposto al worklife balance, e cioè di sovrapposizione tra vita privata e lavorativa per cui risulta difficile distinguere la differenza tra i due ambiti. Dobbiamo ridare valore agli spazi della vita privata, alle passioni ed agli affetti, si diventa talentuosi anche riuscendo a destinare il giusto tempo a ciò che è realmente un valore: la relazione personale con gli altri.

Q8 vanta anche una presenza attiva su diversi territori (4) e la relazione con gli stakeholder locali. È uno dei punti di attenzione e di forza della vostra strategia?

Per essere un’azienda socialmente sostenibile dobbiamo generare ingaggio e commitment anche all’esterno dell’impresa, creando partnership  tra impresa e stakeholder. Abbiamo realizzato importanti progetti con il mondo accademico, come nel caso dell’Università Federico II di Napoli, con la Digital Academy, che ha consentito di valorizzare in maniera originale le competenze digitali di giovani talenti. Abbiamo anche dato sostegni importanti alla cultura, alle imprese sociali, all’associazionismo. E le iniziative sono veramente tante ed è ormai un moto che non smetterà più di andare avanti.

Tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, lei ritiene che il 17º racchiuda il senso di un’azione sostenibile concreta calata nel vostro modello di business. Perché?

A mio avviso sono due gli obiettivi dell’agenda 2030 che meritano attenzione: l’ottavo, che muove il senso dell’organizzazione del lavoro socialmente sostenibile e chiede di promuovere condizioni di un lavoro dignitoso per tutti. E poi l’ultimo, il diciassettesimo, che parla proprio di partnership tra imprese e stakeholder per creare reti di comunità, valore sociale attraverso la relazione, per diffondere una cultura della sostenibilità e dello sviluppo della persona umana in senso olistico. Tutti insieme, pubblico e privato, dobbiamo ricreare il senso etico del rapporto dell’uomo con la società e con l’impresa, con la scienza e la tecnologia. Dobbiamo preservare il valore dell’uomo privilegiando i benefici del digitale (5), ma non rinunciando completamente ad essere un po’ analogici.

Il fattore umano è quindi alla base delle iniziative e delle strategie aziendali. Questo approccio può portare delle ricadute positive anche dal punto di vista economico?

Certamente, perché determina una nuova spinta motivazionale dei dipendenti e dei consumatori. Numerosi studi dimostrano che oggi questi due target, quando possono, scelgono aziende che hanno strategie di sostenibilità verificabili e certificate. Questo la dice lunga: è evidente che la sostenibilità sia il nuovo fattore di competitività delle aziende, che dovranno essere sostenibili per puntare a incrementi di produttività o di redditività (6).

E questo è il punto chiave, lo stato dell’arte di Q8. E cosa c’è nel futuro dell’azienda?

Crediamo che il nostro approccio ci consentirà di governare la situazione di instabilità che caratterizza ogni dimensione della vita economica, sociale, politica del Paese. È il cosiddetto ‘dealing with ambiguity’ a cui fanno riferimento gli anglosassoni per definire l’incertezza dei modelli economici sociali e politici complici scenari geopolitici variabili e conflittuali ed una politica legislativa europea sempre più condizionante la governance di impresa ed i modelli di business. Bisogna avere la capacità e la prontezza di affrontare le sfide del futuro adottando strategie anch’esse dinamiche. Grazie a questo approccio riusciremo a consolidare una resilienza che ci farà restare attivi sul mercato. È qualcosa su cui scommette anche il nostro azionista che ci consente di governare al meglio i temi della sostenibilità, del benessere dei dipendenti e la cultura dell’innovazione non solo tecnologica ma anche sociale, ragionando non in termini di costo ma di investimento strategico.

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