Bill Gates guarda da anni alle grandi sfide del futuro. Dalla lotta alla poliomielite alla sicurezza dell’acqua, fino allo sviluppo agricolo. Oggi però indica un rischio diverso, meno tangibile ma altrettanto pericoloso: la disinformazione, un’eredità che stiamo lasciando alle nuove generazioni.
Secondo il fondatore di Microsoft, il problema non riguarda solo la qualità delle informazioni online, ma il modo in cui circolano e vengono consumate. “È qualcosa che stiamo passando ai più giovani”, ha detto.
In un’intervista a CNBC Make It, Gates ha ammesso di avere sottovalutato il fenomeno. Pensava che rendere le informazioni accessibili fosse sufficiente. Credeva che le persone avrebbero cercato quelle corrette. La realtà si è rivelata diversa.
Figura pubblica da decenni, Gates ha visto l’impatto della disinformazione toccare anche la sua famiglia. In particolare sua figlia Phoebe, che ha raccontato di avere subito molestie online, così come molte delle sue amiche.
“Sentire mia figlia parlare di quello che le è successo sul web mi ha fatto vedere il problema in modo più concreto”, ha spiegato Gates, padre di tre figli.
La figlia più giovane, cofondatrice dello strumento di shopping basato su AI Phia, ha già affrontato in passato false narrazioni sulla propria vita privata. È stata anche trasformata in meme per una relazione interrazziale.
Gates dice di comprendere perché molte persone si rifugino in ambienti digitali che rafforzano le proprie convinzioni. È il meccanismo del bias di conferma.
“Ci sono momenti in cui vogliamo informazioni corrette, per esempio quando si parla di salute”, osserva. “Ma poi, nelle nostre comunità, tendiamo a condividere contenuti che ci fanno sentire parte di un gruppo”.
Ammette che succede anche a lui. “Se leggo un articolo critico verso un politico che non mi piace, mi sembra una grande analisi. La apprezzo, anche se è esagerata”.
L’AI come possibile argine
Le riflessioni di Gates sulla disinformazione si scontrano spesso con la visione di Elon Musk. Per Gates, la libertà di parola resta fondamentale, ma non può essere assoluta.
“Se qualcuno incita alla violenza o spinge le persone a non vaccinarsi, il problema esiste”, dice. “Bisogna stabilire dei limiti. E con miliardi di contenuti online, serve intervenire in tempo reale. Un giorno dopo è già troppo tardi”.
Bill Gates torna così a indicare l’intelligenza artificiale come possibile strumento per contenere la diffusione di informazioni false e deepfake.
Lo aveva già scritto nel 2023 sul suo blog GatesNotes. La lotta sarà continua. A ogni sistema di controllo seguirà un modo per aggirarlo. Poi arriveranno nuove contromisure. “Non sarà una vittoria perfetta”, spiegava. “Ma non saremo nemmeno impotenti”.
Lo scontro di Bill Gates con Musk
Musk, CEO di Tesla e proprietario di X, difende una visione opposta. Per lui la libertà di espressione è il pilastro della democrazia. Le regole, sostiene, rischiano di trasformarsi in censura.
Il tema della disinformazione è solo l’ultimo capitolo di un rapporto teso tra i due miliardari. In passato si sono scontrati su Tesla, sulla gestione delle aziende, sull’intelligenza artificiale e, più di recente, sulla politica.
A gennaio 2025 Gates ha criticato il ruolo di Musk nel Department of Government Efficiency, il DOGE, esprimendo preoccupazione per i tagli agli aiuti internazionali. Musk, da parte sua, ha più volte attaccato Gates pubblicamente.
La disinformazione rischia quindi di diventare l’ennesimo terreno su cui Bill Gates e Musk continueranno a guardare nella stessa direzione, ma da posizioni opposte.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com
