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Quando la finanza diventa etica, i social bond di Ubi Banca

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La finanza sociale sta prendendo sempre più piede anche in Italia. L’impulso si è avuto grazie alla recente riforma del Terzo Settore che è diventato, di fatto, un soggetto riconosciuto dalla legge con l’introduzione dei Titoli di Solidarietà. Una riforma che ha riconosciuto e incentivato, quindi, quella finanza che può diventare “strumento del bene comune”, in grado di favorire gli investimenti in progetti capaci di produrre e sostenere azioni in favore dei più deboli o, più in generale, ricadute sociali positive. Così nella cultura del risparmiatore entrano nuovi strumenti etici come i social Bond, ovvero prestiti obbligazionari finalizzati al sostegno di iniziative di elevato valore sociale, che offrono ai sottoscrittori un rendimento di mercato e prevedono che, con il funding proveniente dal collocamento, la Banca eroghi somme di denaro a sostegno di progetti e investimenti ad elevato impatto sociale.

Tra i primi nel nostro Paese a mobilitarsi Ubi Banca, uno dei principali istituti commerciali nel nostro Paese, con una quota di mercato di circa il 7%, 1.648 sportelli sul territorio e oltre 20mila dipendenti. La banca ha annunciato l’emissione di un prestito obbligazionario solidale per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, i cui proventi saranno devoluti a favore dell’Associazione Vidas per il progetto di gestione del primo ospedale pediatrico della Lombardia nato per bambini e ragazzi affetti da malattie inguaribili, che hanno bisogno di assistenza quotidiana e di cure palliative. Il contributo complessivamente devoluto da Ubi Banca a Vidas per sostenere il progetto può arrivare fino a 100mila euro in caso di sottoscrizione dell’intero ammontare nominale delle obbligazioni che hanno un taglio minimo di 1.000 euro, durata 3 anni, cedola semestrale, tasso annuo lordo pari al 1,60% (1,184% netto annuo) e che possono essere sottoscritte fino al 27 marzo 2019, salvo chiusura anticipata dell’offerta.

“Il sistema welfare pubblico ha oggi crescenti difficoltà nel sostenere direttamente, presso le sue strutture, i costi relativi alle necessità di cura della popolazione. Per questo le soluzioni di collaborazione tra il privato e il privato sociale sono sempre più spesso la strategia da perseguire – spiega a Fortune Italia Vincenzo Algeri responsabile Area di Ubi Banca – a gennaio 2019 con i social bond abbiamo raggiunto un controvalore complessivo di oltre un miliardo di euro, che hanno reso possibile la devoluzione di contributi per oltre 4,8 milioni di euro per sostenere iniziative di interesse sociale e sono stati sottoscritti da circa 37.000 clienti del nostro Gruppo”.

I social bond di Ubi sono parte integrante del piano Industriale 2019/2020 dell’istituto di credito impegnato a sviluppare relazioni commerciali legate sia al Terzo Settore che agli Enti Pubblici e ai Sistemi Associativi. Vidas – che garantisce un’assistenza socio-sanitaria completa e gratuita ai malati inguaribili, a domicilio – ha calcolato i benefici sociali, stimati in 1,20 euro per ogni euro investito. In pratica grazie ai soldi raccolti si contribuirà alla riduzione delle spese sostenute dalle famiglie per l’assistenza privata continuativa e per quella specialistica domiciliare (infermiere, fisioterapista, logopedista, pediatra) grazie all’acquisizione di competenze infermieristiche e assistenziali e dalla riduzione di costi per il soggiorno.

“Le soluzioni di collaborazione tra pubblico, privato e privato sociale sono, anche nell’ambito del welfare, sempre più spesso la strategia vincente per soddisfare i bisogni della società. Con questo Social Bond – prosegue Algeri – contribuiremo a sostenere l’associazione nel rispondere con efficacia ad una domanda, quella dell’assistenza pediatrica a bambini e ragazzi con gravissime patologie, che è di estrema delicatezza e per la quale una struttura come ‘Casa Sollievo Bimbi’ è senza dubbio un importante progresso”. Questa Casa di Sollievo Bimbi aprirà a Milano le sue porte già in primavera. Si tratta di un luogo sereno, colorato e luminoso, in cui ogni bambino o ragazzo gravemente malato riceverà, insieme alla sua famiglia, le terapie e l’affetto di cui ha bisogno. Per una volta grazie all’aiuto di una finanza veramente sociale.