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22 Novembre 2019

Forum sostenibilità, il ruolo di università e ricerca

Alessandro Pulcini

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Non ci sono solo istituzioni, imprese e società civile: attore fondamentale per la transizione sostenibile sono anche le università, che nel secondo giorno del Forum sostenibilità di Fortune Italia hanno parlato di lavoro, compentenze e innovazione sostenibile, partendo dalle esperienze di ogni università.

Hanno partecipato, infatti, Silvia Ciucciovino, Prorettore con delega per i rapporti con il mondo del lavoro Roma Tre, Livio de Santoli, Prorettore alle politiche energetiche Sapienza Università di Roma, Gennaro Iasevoli, Prorettore alla ricerca e all’internazionalizzazione Università LUMSA, Luigi Paganetto, Professore emerito e presidente Fondazione Economia Roma ‘Tor Vergata’. A moderare Stefania Marignetti, Giornalista Adnkronos Prometeo, che ha ricordato come oggi sia indispensabile in ogni curriculum avere competenze green, e ora sono più di tre milioni i lavori verdi in Italia.

Per Ciucciovino le nuove professioni green “beneficiano di spaccati ed analisi odierne che vanno integrati con valutazioni previsionali, perché l’offerta formativa dell’università impiega del tempo per adattarsi. È responsabilità delle università trovare gli strumenti più rapidi per aggiornare i curriculum degli studenti. Il trasferimento della conoscenza si realizza su più piani, va anche aggiornata la competenza dei lavoratori adulti. Su questo c’è un terreno da esplorare che a volte si realizza fuori dalle università dove penso si debba tornare”.

“Quando progettiamo un corso i laureati usciranno dopo 4 anni, dobbiamo avere un po’ la palla di vetro per capire cosa insegnare”, ha detto Iasevoli. Per De Santoli invece “sono saltate all’occhio l’urgenza e la necessità di maggiore coraggio in campo energetico. Sulla transizione deve essere alzata l’asticella, ma c’è anche il dato dell’importanza delle università, che vorrei che gettassero il cuore oltre l’ostacolo, come lo ha fatto chi credeva nelle rinnovabili 10 anni fa. La formazione adesso che la transizione è accelerata cosa sta facendo? Ancora insistiamo a insegnare per competenze specifiche, funzionali all’individuo in termini di avanzamento proprio e non condiviso. La formazione deve essere collaborativa e condivisa, bisogna riparlare delle classi di laurea e settori scientifici disciplinari, quest’ultimo un concetto che è adatto a epoche dove è necessaria la super specializzazione, ma non a un’era dove serve interconnessione e si stabiliscono nuovi canoni di competenze”.

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