7 Gennaio 2020

Biocarburanti da mozziconi di sigarette e alghe

Attilia Burke

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Da sempre annoverati come i non riciclabili per eccellenza, la svolta sostenibile dei mozziconi di sigaretta potrebbe essere dietro l’angolo. Non più solo un rifiuto irrecuperabile, ma una base biodegradabile per la coltivazione di piante ornamentali e arbusti, o anche per ricavare, attraverso l’uso di alghe, biocarburanti. Il viaggio dei mozziconi  di sigaretta da ‘grey’ a ‘green’ è il pilastro del progetto sperimentale Focus (Filter of cigarettes reUse safely) che ha preso il via a Capannori nelle scorse settimane e avrà una durata di tre anni.

I mozziconi saranno raccolti in appositi contenitori situati in luoghi strategici del territorio. ”Nel dettaglio – spiega Lorenzo Guglielminetti, coordinatore del progetto – si prevede di riutilizzare i residui delle sigarette come substrato inerte per la crescita di piante ornamentali attraverso tecniche di coltura idroponica. Inizialmente dovranno essere individuate le migliori tecniche di preparazione del materiale inerte”.

I residui di sigaretta, infatti, dovranno essere prima separati dalle componenti biodegradabili (carta e tabacco) e poi opportunamente trattati per risultare chimicamente e fisicamente adatti all’uso. Ottenuto il substrato inerte adeguato, saranno condotte prove di germinazione di molte specie vegetali al fine di individuare quelle che meglio si adattano al sistema. Con queste ultime saranno poi condotte prove di crescita fino al completamento del ciclo vitale.

Diverse specie di micro-alghe saranno poi testate sui residui prodotti dal processo. Individuate le specie più adatte, sarà messo in opera un sistema in grado di abbattere tutti i residui e la produzione di biomassa algale. Questa biomassa potrà poi essere utilizzata per la produzione di biocarburanti.

Focus è promosso dal Centro interdipartimentale ‘Enrico Avanzi’ dell’Università di Pisa in collaborazione con il Comune di Capannori, l’Istituto sugli ecosistemi terrestri del Cnr, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentarie Agro-ambientali e Ascit. Per il suo carattere innovativo ha ricevuto un cofinanziamento del 50% dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che si aggiunge alle risorse del Centro Enrico Avanzi e del Comune di Capannori.

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