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La settimana, storie e analisi: responsabili, costruttori e opportunisti

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montecitorio parlamento camera costruttori

Notizie, approfondimenti e commenti della newsletter di questa settimana (ci si registra qui): Responsabili, costruttori e opportunisti; i dati di Bankitalia sui redditi; intervista a Enrico Giovannini; Trump e Internet; gli effetti della pandemia sul sesso.

 

Tra i temi sicuramente al centro del futuro italiano ed europeo c’è la sostenibilità, alla quale abbiamo dedicato uno speciale che riprende e approfondisce le discussioni affrontate durante il Forum che abbiamo organizzato lo scorso novembre. Uno speciale che potete trovare in edicola o sfogliare, liberamente, a questo link.

 

Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia qui: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

 

 

L’opinione

Di Fabio Insenga

 

 

Nella continua altalena imposta da una crisi di governo infinita e assurda, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un governo sostenuto da una pattuglia di responsabili, costruttori, o semplicemente opportunisti. Dipende dall’interpretazione che si vuole dare al ruolo di quei parlamentari che si presteranno a votare la fiducia al governo Conte, a questo punto difficile da definire in termini numerici: un Conte 2 bis, se come sembra più probabile non si passasse dalle dimissioni del premier. I ‘responsabili’ doc, quelli originali, sono quelli del 2010. Ne facevano parte tre deputati con estrazione diverse: Domenico Scilipoti (ex Idv), Massimo Calearo (imprenditore eletto nelle liste del Pd da Walter Veltroni) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api). Furono decisivi per salvare il quarto governo Berlusconi. In ricordo di quell’esperienza i responsabili sono assimilati al trasformismo, alla scelta di cambiare schieramento. Il termine ‘costruttori’ ha invece un’origine più nobile, e recente.

 

Trovate qui l’opinione integrale.

 

fabio.insenga@fortuneita.com

 

 

 

Le altre storie della settimana

 

Bankitalia
Con il Covid giù redditi e profitti, l’incertezza spinge i risparmi

 

Nel primo semestre del 2020 “i redditi primari dei settori privati non finanziari hanno registrato la contrazione più forte degli ultimi venti anni, che è stata solo in parte contrastata dalle misure adottate dalle amministrazioni pubbliche a sostegno del reddito disponibile”. Lo rileva la Banca d’Italia nel report “I conti economici e finanziari durante la crisi sanitaria del Covid-19”, dedicato all’analisi dell’impatto economico della pandemia sulle imprese e sulle famiglie italiane.

 

Health
Covid e sesso, effetti della pandemia

 

Niente sesso nell’Italia chiusa in casa nei mesi del primo lockdown per Covid. I dati europei sembrano andare verso un significativo peggioramento, la campagna vaccinale è ancora agli inizi e il virus non sembra pronto a mollare la presa. In questo inizio d’anno difficile, preconizzato nelle scorse settimane da diversi virologi ed epidemiologi, arrivano alcuni dati utili a capire in che modo gli italiani hanno reagito alla pandemia e al primo lockdown. A fornirli è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha pubblicato il monitoraggio dell’acquisto dei farmaci durante la pandemia di Covid.

 

2021, Anno zero
Recovery fund e crisi di governo, intervista a Enrico Giovannini

 

Un rischio, su diversi fronti. Enrico Giovannini, portavoce di AsviS, non ha dubbi quando commenta l’ipotesi di una crisi di governo, durante un’intervista per il ciclo ‘2021, Anno Zero’ di Fortune Italia. Spiega, con poche parole, perché: far cadere il governo è “un rischio, certamente, da tanti punti di vista. Non solo per la continuità dell’azione politica e amministrativa, in un momento particolarmente difficile. Ma è anche un rischio visto che nelle prossime settimane bisogna finalizzare il Piano nazionale di ripresa e resilienza, oltre che avviare la presidenza italiana del G20, momento importante soprattutto dopo il cambio di presidenza negli Stati Uniti”.

 

Politica
Censurare Trump costerà caro?

 

“Così la democrazia muore: per abuso di se stessa”. È un fatto: Platone non usava Facebook. Quanto segue non è una discussione sulla politica. Per comprendere Trump e i fatti di Washington è necessario combinare 3 fattori: una legge obsoleta, molti soldi e un concetto di democrazia e libertà estremamente idealizzato. E partire dal 1996, quando Internet è agli albori. I social network, come Facebook o Twitter, i motori di ricerca, come Google, e le piattaforme di e-commerce, come Amazon, non esistono.

 

Notizie Adnkronos:

 

– Per tutto il 2021 a Terni si può provare una macchina elettrica gratuitatemente per 48 ore

 

– Azimut Holding: Da noi un aiuto concreto alle imprese colpite dalla crisi

 

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