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Generali, ecco il patto fra Caltagirone e Del Vecchio

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Caltagirone e Del Vecchio firmano un patto di sindacato in vista dell’assemblea delle Generali per il rinnovo del cda. I due soci hanno vincolato “la totalità delle azioni Generali detenute”, pari al 10,948% del capitale sociale del Leone di Trieste. L’obiettivo dichiarato è “una più profittevole gestione della compagnia”.

E’ la mossa che si attendeva e che formalizza una strategia che da mesi punta a cambiare i rapporti di forza al vertice delle Generali.

Un avviso a pagamento pubblicato sul Messaggero rende pubblico un estratto del patto fra Delfin, holding lussemburghese di Leonardo Del Vecchio, e una serie di società del gruppo Caltagirone, controllate dall’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone.

Il patto, spiega l’estratto, è riconducibile a una pattuizione rilevante ai sensi dell’articolo 122, comma 5, lettera a, del Testo unico della finanza, “ossia una pattuizione volta a ‘…istitui[re] obblighi di preventiva consultazione per l’esercizio del diritto di voto'”, con “l’impegno delle parti di consultarsi in merito alle materie poste all’ordine del giorno dell’assemblea, con particolare riferimento alla nomina” del nuovo cda. “Resta fermo che le parti – si legge nell’estratto – mantengono piena autonomia rispetto alle decisioni da assumere in vista e nel corso dell’Assemblea, ivi incluso per quanto concerne l’esercizio del diritto di voto”.

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