Tajani, ecco la ricetta per sostenere le PMI

Dall’armonizzazione fiscale europea che imponga alle aziende di pagare le tasse nel Paese in cui operano – a partire dai giganti del web – alla necessità di una legislazione certa e del sostegno delle banche, sono tanti i fattori necessari affinché la ripresa economica non sia un fuoco di paglia destinato a spegnersi. A spiegare come muoversi per sostenere la piccola-medio impresa è il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, oggi in occasione degli Stati Generali 2018 della piccola e media impresa e delle professioni

“La ripresa della crescita economica è una buona notizia – afferma – tuttavia in molte delle nostre Regioni il livello di disoccupazione giovanile è ancora molto alto e si allarga il divario tra le regioni arretrate e quelle sviluppate. Servono risposte urgenti a queste sfide. La ripresa dell’occupazione passa, infatti, per il rafforzamento della competitività per le oltre 23 mln di piccole-medie imprese europee che forniscono i due terzi dei posti di lavoro del settore privato e producono oltre la metà del valore aggiunto europeo. Anche la nostra crescita economica richiede un ruolo sempre più attivo del mondo delle libere professioni. Serve una vera politica industriale europea capace di indirizzare tutte le politiche dell’Unione dalla concorrenza al credito, dall’energia al digitale, dalla ricerca alla formazione, per il rafforzamento delle imprese europee”.

Necessarie, secondo Tajani, certezze e sburocratizzazione, oltre al sostegno delle banche: “Le piccole e medie imprese chiedono una legislazione certa e semplificazione amministrativa. Dobbiamo lavorare per una legislazione più semplice e per investimenti in infrastrutture e formazione. E’ necessario garantire un più facile accesso al credito completando l’unione bancaria e il mercato dei capitali. Il 19 giugno scorso il Parlamento Europeo ha approvato nuove norme bancarie che facilitano il credito verso imprese e famiglie. Abbiamo anche proposto di rafforzare lo Sme supporting factor dagli attuali 1,5 mln a 3 mln. Le banche devono tornare a sostenere lo sviluppo. La riduzione dei crediti deteriorati devono avvenire in modo equilibrato senza danneggiare il flusso di credito a famiglie d’imprese, devono essere migliorati gli strumenti di conoscenza delle imprese non affidando la concessione dei Fido soltanto ad astrusi calcoli di rating interni. Le risorse per le piccole e medie imprese devono venire anche da altre fonti a cominciare dal nuovo bilancio dell’Unione. 

E’ necessario intervenire anche sul fronte concorrenza: “Penso al prossimo programma della ricerca – afferma Tajani – si chiamerà Orizzonte Europa. In una realtà sempre più globalizzata serve una concorrenza equa per evitare che le piccole-medio imprese siano schiacciate dalle imprese di maggiori dimensioni. Il parlamento si è espresso a favore di un’armonizzazione fiscale europea che imponga alle aziende di pagare le tasse nel Paese in cui operano a partire dai giganti del web. Per essere più competitive servono anche forme di cooperazione che consentano sinergie tra piccole e medie imprese, per questo condivido l’iniziativa Valore Impresa per sviluppare consorzi tra piccole-medie imprese italiane. Abbiamo davanti a noi sfide difficili, dobbiamo dare risposte concrete alle preoccupazioni dei nostri cittadini a partire dalla disoccupazione giovanile. La nuova occupazione non potrà che venire dal mondo delle imprese e delle professioni”, conclude.