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15 Maggio 2020

La settimana, storie e analisi: il decreto rilancio

Fortune

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Notizie, approfondimenti e commenti della newsletter di questa settimana (ci si registra qui): I numeri del decreto rilancio; la sostenibilità non si può rinviare; la svalutazione del calcio; i dubbi dell’Antitrust sui supermercati.

 

Il 19 maggio arriva un nuovo appuntamento (in diretta si LinkedIn) con gli e-meeting di Fortune Italia: parliamo di finanza. Anche questo incontro fa parte del progetto Ricostruzione di Fortune Italia, e segue quello dedicato alla salute e alla sanità del 12 maggio, del quale si può trovare un resoconto qui.

 

Oltre agli e-meeting, Fortune Italia Ricostruzione è anche video interviste. Di seguito gli ospiti della settimana appena passata:

 

Riccardo Porta, Business development e marketing manager di MyBank, ha ricordato le esigenze delle imprese, che per quanto siano a caccia di innovazione, devono affidarsi alla “semplicità, anche a livello comunicativo, verso clienti e impiegati”.

Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti Spa, ha indicato quale debba essere l’insegnamento principale da cogliere nella gestione della crisi del Covid-19 e, soprattutto, nella nuova normalità che seguirà all’emergenza.

Massimo Temporelli, fisico, divulgatore e founder di The FabLab, dice che “questa crisi ci permetterà di accelerare una fase di cambiamento che sta avvenendo da 20 anni”.

Luca Pani, professore di psichiatria clinica a Miami, ordinario di farmacologia a Modena e Reggio Emilia e ex direttore generale all’Aifa, dice che il mondo non cambierà. “Temo che ci siano troppi interessi, interessi troppo grandi, in gioco”.

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio e professore alla Sciences Po di Parigi, indica come “priorità assoluta” rispondere alle esigenze di famiglie e imprese, colpite dalla crisi del Coronavirus, perché “il senso di frustrazione che emerge nella società italiana di fronte ai ritardi è impossibile da sostenere“.

 

Sempre alla Ricostruzione è dedicato il nostro ultimo numero, uscito in edicola ma acquistabile anche online. Sia all’edizione cartacea che a quella digitale ci si può, naturalmente, abbonare.

 

L’opinione

Di Fabio Insenga

 

Le misure ci sono. Forse sono anche troppe. Ma non c’è una categoria o un settore che non lamenti perdite e che non abbia bisogno di sostegno. La scelta fatta con il decreto rilancio di intervenire con un provvedimento enorme nella sua portata economica e anche nella sua composizione espone al rischio di una ennesima moltiplicazione di norme, con un percorso parlamentare per la conversione che si annuncia difficile e sicuramente scandito dalla solita pioggia di emendamenti.

La complessità della situazione deriva dal saldo squilibrato tra la mole di danni prodotti dalla diffusione dell’epidemia del Coronavirus e la capacità di dare risposte rapide a tutti i problemi che si sono creati o, in molti casi, amplificati perché già presenti prima dell’arrivo del virus. Ci sono tantissime imprese e attività che sono arrivate all’appuntamento con la peggiore crisi dal Dopoguerra già in condizioni precarie, così come ci sono tantissime persone già in difficoltà prima che il Coronavirus ne complicasse la già arrangiata sussistenza. Per questo, il tempo per molti è già scaduto.

 

Trovate qui l’opinione integrale.

f.insenga@magentamedia.it

 

 

Le altre storie della settimana

 

Governo
Il dl rilancio vale 55 mld. “Come due manovre”

 

I numeri del nuovo decreto li ha annunciati il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme ai ministri Gualtieri, Speranza, Patuanelli, Bellanova, in una delle ormai consuete conferenze stampa ‘virtuali’ da Palazzo Chigi. Questa passerà alle cronache dell’Era del Coronavirus come quella dedicata al dl rilancio, ex aprile, ex maggio, che per i lavoratori mette a disposizione 25,6 mld.

 

Coronavirus
La sostenibilità non è più rinviabile a tempi migliori

 

Emanuela Trentin, amministratore delegato di Siram Veolia, gruppo impegnato nella gestione del ciclo globale di energia, acqua e rifiuti speciali, ne è certa: “Credo che questo momento abbia portato a una riflessione importante sul tema, in particolare su quello che è l’impatto di un comportamento non sostenibile, a tutti i livelli. Il Coronavirus in qualche modo viene legato al tema della sostenibilità, allo sfruttamento del pianeta e ai disequilibri e può diventare, proprio per questo, un motore di ripartenza. Ci ha costretti a ripensare alle basi, alle cose importanti”.

 

Sport
Ecco quanto il coronavirus ha svalutato il mondo del calcio

 

Il calcio spinge, vuole ripartire. Sentimento diffuso tra le leghe, i proprietari dei club, le tv a pagamento. Meno per i calciatori, assai dubbiosi sul ritorno in campo, soprattutto in Premier League, per i timori generati dal contagio da Covid-19. A breve si tireranno le somme, anche perché si allarga il danno economico per il pallone in Europa per atleti, club e tornei.

 

Coronavirus
Il caso dei prezzi rialzati nei supermercati

 

‘Siamo sempre stati accanto a voi’, recita il ritornello pubblicitario di un prodotto di una grande marca dell’alimentare. Ma forse non è stato proprio così per alcune catene di distribuzione, che quei prodotti li vendono, e che hanno presumibilmente approfittato della situazione provocata dall’epidemia per mettere un po’ d’inflazione nelle etichette sui loro scaffali. Il dubbio è venuto all’Antitrust.

 

Notizie Adnkronos

– Le strategia della filiera agroalimentare

– Banca Mediolanum, utile stabile a 72 mln nel trimestre

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